00:00 6 Aprile 2010

“L’Aquila piange i suoi morti” il racconto di quei momenti su MeteoLive un anno dopo

La vita degli Aquilani è cambiata per sempre, ma almeno è ricominciata.

“L’Aquila piange i suoi morti” il racconto di quei momenti su MeteoLive un anno dopo

Come un ladro che arriva furtivo di notte. Il terremoto nell’Aquilano ha rubato la vita di molti bambini. Una vita strappata prima ancora di essere stata vissuta. Il terremoto in pochi minuti di terrore si è fatto beffe dei sacrifici di migliaia di persone, ha distrutto i loro sogni, le loro speranze, le loro famiglie, il loro focolare domestico, la loro voglia di combattere contro le avversità che la vita stessa gli aveva riservato sino ad un istante prima di quella drammatica visita. Niente sarà più come prima a L’Aquila. Una città che ha vissuto un evento tanto sconvolgente, così come è stato per il Friuli, il Belice, l’Irpinia, non potrà più far finta di nulla.

“Che senso ha tutto questo?” Si chiedeva un signore di fronte alla propria casa distrutta, la madre e la sorella appena estratte senza vita dalle macerie.
L’idea che tutto sia regolato dal caso, dalla “TUCHE”, come dicevano i greci, si fa sempre più strada nelle nostre coscienze.

Le telecamere impietose documentano il dolore senza bisogno di parole e lo scaraventano nelle case degli italiani come un pugno nello stomaco. Un pugno necessario per capire quanto la nostra vita sia fragile, appesa ad un filo, per capire quanto siamo vulnerabili di fronte ad una natura che qualcuno crede ancora di poter dominare.

Non è il tempo delle polemiche si dice ma non si può fare a meno di parlare del crollo degli edifici più importanti della città, quelli che avrebbero dovuto gestire al meglio l’emergenza: prefettura ed ospedale. Non si può fare a meno di capire, di indagare se davvero il tecnico Giuliani avesse ragione, di fronte alle risposte vaghe e direi deludenti del Prof. Boschi e di Barberi.

Dobbiamo ammettere che nessuno ha dato peso al generoso lavoro di questo tecnico. L’intervista esclusiva realizzata da Bruno Vespa ha convinto quantomeno a verificare la bontà del suo metodo. Stamane un lettore mi scrive intelligentemente: va bene soppesare notizie, informazioni, supposizioni in nome della scienza
ufficiale, ma laddove la scienza ufficiale non trova risposte, utilizziamo con piacere anche quella non ufficiale, se è idonea a impedire catastrofi. Concordo.

Il punto è un altro però: anche se si fosse dato peso alle dichiarazioni di Giuliani, sarebbe stato possibile evacuare un’intera città sulla base di simili considerazioni? Chi avrebbe creduto ad un tecnico? Chi si sarebbe preso una simile responsabilità solo perchè un tecnico vedeva un pericolo imminente? Se tutto si fosse poi risolto in una bolla di sapone? Niente terremoto. Falso allarme, tornate tutti a casa. Non osiamo pensare alle polemiche, al vespaio che si sarebbe sollevato.
Autore : Alessio Grosso