00:00 16 Gennaio 2009

Il fenomeno dell’inversione termica

L'irraggiamento notturno, che conduce a forte perdita di calore da parte del suolo, raffredda notevolmente gli strati d'aria prossimi al suolo stesso. In questo caso si parla di inversione termica al suolo.

Il fenomeno dell’inversione termica

Chissà quante volte ci sarà capitato di notare strati di foschia che sembrano marcatamente delimitati verso l’alto, fumi che non riescono a venir su; qualunque tipo di corrente d’aria verticale sembra interrompersi.

Normalmente la temperatura dell’aria tende a diminuire con la quota, in quanto via via più lontana dalla sua fonte di calore, che è rappresentata dalla superficie terrestre riscaldata dal Sole.

Tuttavia può accadere che tale temperatura anziché diminuire con la quota, tenda ad aumentare. Questa situazione si può verificare, ad esempio, nelle nottate serene con calma di vento o vento molto debole.

L’irraggiamento notturno, che conduce a forte perdita di calore da parte del suolo, raffredda notevolmente gli strati d’aria prossimi al suolo stesso. In questo caso si parla di inversione termica al suolo. L’abbassamento della temperatura secondo la norma, in presenza di questo fenomeno, comincia solo ben al di sopra del limite di inversione (strato di confine tra l’aria fredda prossima al suolo e l’aria calda soprastante).

Caratteristica principale dell’inversione termica è dunque il fatto che essa impedisce tenacemente qualunque circolazione verticale nell’aria fredda e più bassa. Soprattutto nelle città, al di sotto di questo strato, si accumulano fumo, polveri e vapore acqueo che favoriscono e sono responsabili dell’inquinamento atmosferico nocivo soprattutto per la nostra salute.

La condizione ottimale affinché l’inversione termica possa generarsi è il classico periodo in cui dominano le alte pressioni… cielo sereno ed assenza di vento.

Ed è proprio la costante assenza del vento, insieme al riparo offerto dalle Alpi e dagli Appennini, un’altra importante causa delle inversioni termiche e quindi della formazione delle nebbie soprattutto nelle vallate ed in particolar modo nella nostra Pianura Padana.

Inoltre, il basso livello del Sole sull’orizzonte rende più difficile il loro dissiparsi. La corrente d’aria verticale si rimetterà in movimento solo quando insorgeranno i venti per un mutamento della situazione meteorologica.
Autore : Angelo Ruggieri