00:00 15 Gennaio 2009

L’inverno prende una piega PERTURBATA ma, soprattutto al centro-sud, non propriamente fredda sin verso la fine del mese; NEVE comunque in arrivo in montagna

Mentre gli States orientali stanno per vivere una severa ondata di freddo che, se arrivasse qui, metterebbe in ginocchio l'Italia con piagnistei diffiusi e richieste di "stati di calamità naturale", l'inverno europeo è buono e sta per dispensarci una fase relativamente mite e piovosa al piano, nevosa in quota, specie sulle Alpi.

L’inverno in Europa è magnanimo. Invece di disprezzarlo, qualche ambientalista in ansia perenne per il riscaldamento globale, dovrebbe convenire che se così non fosse, l’Italia sarebbe da tempo in ginocchio tra cumuli di neve, inefficienza, polemiche più o meno eccessive, annunci di ere glaciali imminenti e proteste popolari di ogni genere.

Il freddo, quello vero, crudo, quello che ti entra nelle ossa e ti paralizza la lingua se stai fuori per più di 30 minuti, è invece di casa negli States, dove la mancanza di protezione orografica in direzione del Grande Nord lascia aperte praterie alle correnti polari per tuffarsi verso sud e trasformare una tranquilla giornata a +10°C, in una serata con -10°C e tanto di tormenta di neve.

Questa è l’America, qualche volta questa è anche la Scandinavia o la Russia, più di rado il centro Europa, ma non certo il Mediterraneo, dove tali eventi si ripetono con tempi di ritorno assai più dilatati e con effetti molto meno spettacolari e comunque di breve durata.

Certo il confronto tra i due inverni, quello italico e quello newyorchese, proprio non regge.

“Il freddo negli States dopo 15 giorni arriva in Italia”, ci insegnavano i nostri padri. Più no che si, come spiega splendidamente in un pezzo pubblicato questo pomeriggio su MeteoLive il meteorologo Lorenzo Catania.

Stamane ho illustrato in un altro articolo come sia difficile che ora, con un vortice polare così compatto, che presenta solo questo sbilanciamento canadese, possa derivarne una corrente a getto eccessivamente sinuosa per noi con scambi di calore spettacolari tra le varie latitudini. C’è poi la Nina a fare da guastafeste.

Però l’inverno non proseguirà con la solita noiosa alta pressione. Il flusso zonale atlantico è sufficientemente basso da coinvolgerci con il passaggio di 3-4 perturbazioni, ripeto 3-4, non poche, una vera manna per le nostre Alpi e gli Appennini sempre alla ricerca di neve. Se pensiamo ai lunghi periodi secchi invernali soprattutto degli anni 90, c’è da sorridere.

Quanto al freddo aspettiamo la fine del mese, quanche la corrente a getto rallenterà un po’, almeno stando alle proiezioni dell’indice AO, dato in calo, così come la NAO volgerà verso il basso. Tutto insomma depone per la discesa anche di un po’ di freddo anche verso l’Italia, ma con gradualità. Vediamo oltretutto se anche l’anticiclone russo batterà nuovamente un colpo.

Infine c’è sempre chi scomoda gli strat-warming e ogni anno quando il vortice polare fisiologicamente rallenta, cioè a fine gennaio, vede un nuovo FEBBRAIO 56 sull’Italia. Sorrido e fatelo anche voi. Nel senso: ogni anno si verificano degli strat-warming, spesso il vortice polare si divide in rami, cioè splitta tecnicamente, ma non è detto che la colata fredda che parte dal Polo sia diretta all’Italia.

Dunque navighiamo a vista, per annunciare un febbraio gelido occorrono 2 secondi, per perdere credibilità agli occhi dei lettori altrettanto, per cui aspettamo e godiamoci questa fase movimentata in arrivo da lunedì.

SINTESI PREVISIONALE SINO A GIOVEDI 22 GENNAIO 2009:
venerdì 16 gennaio: residue piogge al sud, tendensa a miglioramento, al nord e al centro prevalenza di schiarite, possibile presenza di banchi nuvolosi bassi saldati a nebbia in Valpadana. Temperature complessivamente miti per il periodo, specie al centro-sud, un po’ di freddo solo al mattino al nord.

sabato 17 gennaio: bella giornata di sole al centro-sud, al nord e sull’alta Toscana transito di banchi nuvolosi con addensamenti più compatti sulla Liguria ma senza conseguenze. Temperature stazionarie.

domenica 18 gennaio: primo debole peggioramento al nord e in Toscana con molte nubi in arrivo e piovaschi o pioviggini sparsi, sporadiche le nevicate in montagna con spruzzate quasi esclusivamente oltre i 1000m. Sul resto del centro e al sud transito di banchi nuvolosi medio-alti dal pomeriggio ma con ancora con prevalenza di sole.

lunedì 19 gennaio: al mattino nuvoloso al nord e al centro con qualche piovasco tra Valpadana, Liguria, Toscana e forse Umbria, per il resto parzialmente nuvoloso ma asciutto, nel pomeriggio temporaneo miglioramento. Temperature senza grandi variazioni.

martedì 20 gennaio: tendenza a peggioramento a partire dal nord in estensione alle regioni centrali tirreniche e alla Sardegna con piogge e rovesci, limite della neve a 800m sulle Alpi, a 1000m su nord Appennino, oltre i 1200-1300m sui restanti settori appenninici del centro, verso sera estensione di nubi e fenomeni anche al medio Adriatco e alla Campania. Si attiverà una circolazione depressionaria.

mercoledì 21 gennaio: depressione sull’Italia con maltempo diffuso e giornata ventosa, fredda al nord, dove la neve cadrà oltre i 500m sulle Alpi orientali e l’Appennino emiliano, migliora sul settore occieentale con ingresso di venti da nord ovest freddi ma secchi. Maltempo al centro-sud con forti rovesci tra Lazio e Campania, neve in Appennino oltre i 700-800m. Temperature in diminuzione, anche sensibile sulle Alpi.

giovedì 22 gennaio: la depressione si allontanerà verso levante. Temporaneo miglioramento, vento moderati settentrionali e giornata fredda, specie al nord. In serata aumento della nuvolosità sul nord-ovest con possibili deboli nevicate sino in pianura nella notte su pianura piemontese e lombarda occidentale. Forti nevicate sin sul fondovalle aostano e sui rilievi liguri oltre i 300m. Temperature in calo generale nei valori minimi, massime in calo al nord-ovest, in lieve aumento altrove.

ATTENZIONE
Fino a mercoledì attendibilità previsionale media 55-60%, giovedì attendibilità medio-bassa 35-45%
Autore : Alessio Grosso