Il borsino degli indici: AO e NAO in rialzo, ma l’inverno ha ancora molti assi nella manica
L'andamento degli indici teleconnettivi prevede un rinforzo del vortice polare in sede artica con una accelerazione della corrente a getto e una timida risalita del muro anticiclonico. Si tratterà però di un sussulto temporaneo, in vista di nuove importanti novità.

Gli indici hanno deciso la strada che intraprenderà il mese di gennaio nel suo prosieguo. Quanto è stato concordato dal complesso intreccio di temperature oceaniche, Alisei, vortice polare e stratosfera inizia a trapelare dalle mappe e parte da una svolta significativa, seppur temporanea, attesa intorno al 10 del mese.
La novità principale è quella che vede un rialzo dell’indice AO, spia della potenza del vortice polare al livello del mare. La grande giostra artica si ricompatta ma attenzione, l’inverno esce dalla porta e rientra dalla finestra.
Senza scomodare la circolazione a livello della stratosfera, al momento piuttosto assopita ma che comunque tende ad alimentare il nostro vortice imprimentogli rotazione e iniettando aria fredda dall’alto, notiamo infatti che la trottola artica seguita a dimenarsi irrequieta con armoniche favorevoli al freddo proteso verso il comparto europeo.
In sostenza i cavi d’onda depressionari che si dipartono dalla gelida circolazione polare tendono a interessare con una impostazione preferenziale il nostro Continente. Ma ecco che l’inverno potrebbe addirittura tirar fuori l’asso nella manica già dopo la metà del mese in corso.
La spintarella partirà niente di meno che dall’onda temporalesca equatoriale, identificata dall’indice scoperto da Madden e Julian e noto appunto come Madden e Julian Oscilation. Questa tenderà a trasferirsi dalla fase 6, di concerto con la temporanea ripresa del vortice polare, verso la fase 7. Cosa significa?
Secondo le correlazioni proposteci dal Climate Prediction Center dell’ente spaziale americano NOAA questa fase in inverno favorisce la costruzione dei blocchi atlantici, con l’alta pressione azzorriana costretta a risalire verso la Scandinavia. Ne conseguirebbe una ammaccatura del vortice polare sul lato europeo con discesa di aria fredda verso le medie latitudini a scavare spunti depressionari. Dove? Dove le temperature superficali di mari e oceani risulteranno più favorevoli. Il Mediterraneo ad esempio quest’anno bene si presta ad accogliere questi fiumi freddi.
Il tutto naturalmente sarà però legato anche all’intensità dell’onda temporalesca in vaggio sull’oceano Indiamo orientale, intensità che al momento non sembra tale da proporre eventi di portata storica ma comunque da non sottovalutare. L’inverno dunque proseguirà, anche se tra il 10 e il 15 del mese ci farà un po’ respirare.
Autore : Luca Angelini
