10:57 14 Dicembre 2023

Gli INVERNI “FLOP” del passato ci insegnano molto ma…SOPRESE in ARRIVO!

Ci sono inverni e inverni ma negli ultimi anni il trend è stato davvero pessimo, con fasi di freddo e neve sempre più relegati a misere comparse.

Gli INVERNI “FLOP” del passato ci insegnano molto ma…SOPRESE in ARRIVO!

Tutti ricordano ad esempio l’inizio di stagione particolarmente mite del dicembre 1984, seguita poi da una delle ondate di gelo più forti che il nostro Paese abbia vissuto nel secolo scorso.

Molti altri vanno col pensiero al febbraio del 47, del 54 o del 56 o del 29, facendo notare come l’inizio dell’inverno non fosse stato certamente trionfale. C’erano però allora altri presupposti che fecero "scattare" quel freddo estremo.

Ci sono anche i precedenti inquietanti come il 2006-2007 e in parte 2007-2008, ma soprattutto il 1999-2000 e la seconda parte dell’inverno 2001-2002, che si chiuse tristemente, dopo l’esordio trionfale con il Burian. 

Senza dimenticare il 96-97, che eccezion fatta per l’episodio siberiano tra Natale e Capodanno, trascorse con ben poche emozioni fredde. Insomma gli inverni "flop" sono tanti sul nostro Paese, nessuno è perfettamente sovrapponibile ad un altro.

Ci sono anche annate particolarmente deprimenti (oltre a quelle recenti): la tristezza dell’anticiclone quasi "perenne" della stagione 88-89 e 89-90, con il getto che correva molto più a nord, ben poche ondulazioni e dominio incontrastato del "mostro".

Chi non ricorda il 1999-2000 quando un vortice polare scatenato sotto Natale con il passaggio di Lothar inaugurò un inverno mitissimo.

La verità è che comunque sino al 2018 qualcosa di invernale all’inizio o alla fine si è visto, mentre negli ultimi anni gli schemi barici sono stati quasi sempre gli stessi, tali da facilitare il compito degli addetti ai lavori, che hanno previsto l’andamento generale di intere stagioni, con margini di errori piuttosto ridotti.

E cosa ne sarà di questo inverno 2023-2024? Ci porteremo l’anticiclone e il getto sparato sino a metà febbraio per poi vivere un’ondata di freddo tardiva, magari reiterata sino a marzo, oppure sarà di quelli che nemmeno a marzo ci consegneranno qualche scenario davvero invernale?

Questa stagione invernale comincia con un anticiclone molto potente (1045hPa), valori che si dovrebbero osservare in concomitanza dell’anticiclone russo, che favorisce con il suo freddo valori di pressioni molto alti, e non in pieno Atlantico. 

Questo anticiclone verrà spinto verso di noi dalla veemenza della corrente a getto che ha subito un’accelerazione addirittura a partire dal settore asiatico. Un certo rallentamento nella spinta del getto potrà verificarsi tra giovedì 21 e sabato 23 dicembre, quando è attesa una sfuriata fredda da nord con tempeste di neve sui settori alpini di confine e un moderato maltempo anche al centro-sud. (Il nord rimarrà sottovento).

Per il periodo natalizio sembra tornare in auge la protezione anticiclonica di matrice subtropicale, mentre per la fine dell’anno è possibile un’altra offensiva perturbata, ma questa volta da ovest, senza cioè quella turbolenza tipica generata da gradienti termici e barici come quelli che si osserveranno prima di Natale.

E dopo? Gennaio come trascorrerà? Il trend potrebbe essere quello delle correnti da ovest miti alternati all’alta pressione, ma non profilandosi all’orizzonte una forzante stratosferica che rende ancora più sconcertante la situazione, è possibile che intorno alla metà del mese riesca a configurarsi un’azione fredda ben più incisiva anche nel cuore del Mediterraneo con risvolti decisamente invernali ed anche nevosi per alcune regioni. Ovviamente però entriamo nell’ottica delle supposizioni. 

 

Autore : Alessio Grosso