12:04 13 Giugno 2024

Europa stretta tra FRESCO e CALDO quasi ESTREMO: cosa potrebbe succedere?

Da diverso tempo il nostro Continente è interessato da due circolazioni ben distinte: una fresca ed instabile ad ovest, l'altra molto calda e stabile più ad est. Cerchiamo di capire mai sta succedendo questo.

Ecco le temperature registrate in Europa nella giornata di ieri, mercoledi 12 giugno:

Osservate il percorso dell’aria bollente africana: la massa calda si stacca dal Continente Nero e sfiata verso nord-est andando a flagellare con temperature roventi la Penisola Ellenica, l’Anatolia e il Mar Nero. In queste zone l’estate è partita in quarta, concedendo anche pochissime precipitazioni. L’aria bollente si “arrampica” fino ad interessare persino alcune zone della Russia, lambendo anche le nostre regioni meridionali dove si notano punte di 35°. Il resto d’Europa, ovvero la parte occidentale e centrale, risulta invece inserita in un corridoio di correnti fresche atlantiche che determinano temperature fresche ed instabilità. Questa seconda situazione interessa anche il settentrione italiano e parte delle regioni centrali, con situazioni temporalesche anche intense.

Come mai in Europa abbiamo queste due situazioni completamente diverse? Per rispondere a questa domanda bisogna scomodare un parametro molto importante soprattutto nella stagione estiva, ovvero l’ITCZ.

Si tratta della zona di convergenza intertropicale situata mediamente sull’Equatore. Qui si ha la convergenza degli Alisei dell’emisfero boreale e la risalita di masse d’aria calda che determinano l’area di instabilità equatoriale, con piogge e temporali. Questa ipotetica linea, chiamata anche equatore climatico, fluttua a nord e a sud a seconda delle stagioni. In estate, tra luglio e settembre, tende ad estroflettersi verso nord di circa 18°/19° sopra l’equatore, in risposta al maggiore o minore vigore della circolazione monsonica delle latitudini tropicali. I suoi movimenti determinano anche lo spostamento verso sud o nord delle alte pressioni subtropicali (che si estendono immediatamente a nord e a sud della ITCZ), determinando così un forte influsso anche sul tempo di casa nostra.

Una maggior estroflessione dell’ITCZ verso nord facilita le rimonte dell’alta pressione africana verso il Bacino del Mediterraneo e l’Italia. Di conseguenza, in estate, questo parametro diventa fondamentale per la previsione di una possibile risalita del famigerato “Gobbo”.

L’ITCZ non viene monitorato in inverno, ma sale sugli altari della cronaca già a partire dal mese di aprile per i motivi suddetti. La mappa ce lo mostra così come è disposto in questi ultimi giorni, o meglio come era disposto nella PRIMA DECADE DI GIUGNO. La linea scura rappresenta la sua altezza media, mentre la linea rossa la posizione assunta dal 1 AL 10 GIUGNO:

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Questa mappa svela almeno in parte il motivo della condotta pressoria e termica presente sul nostro Continente in questo primo scampolo d’estate. Notate come si presenti BASSO l’Itcz in corrispondenza dell’Africa nord-occidentale, vale a dire che in questo settore le spinte verso nord dell’anticiclone africano risultano scoraggiate. Ecco il motivo per cui l’Europa centro-occidentale e il settentrione italiano risultano interessate dal flusso atlantico ed hanno un tempo fresco ed instabile.

Osservate invece come è posizionato l’ITCZ più ad oriente: la linea si trova in posizione molto più elevata (nel senso della latitudine) rispetto alla parte occidentale; ciò vuol dire che il monsone sottostante (frecce rosse) sta spingendo più del normale, obbligando l’anticiclone africano a sfiatare più ad est, verso l’Europa orientale, dove abbiamo un clima molto caldo e secco.

Cambierà questa situazione? Per il momento ancora no, vale a dire che nei prossimi giorni saremo ancora interessati da un tempo molto diverso tra nord e sud Italia e tra est ed ovest Europa. Forse nella terza decade di giugno potrebbe cambiare qualcosa, ma è davvero presto per parlarne adesso.