00:00 16 Novembre 2012

Depressione della prossima settimana: modello inglese contro il modello americano

Secondo il modello americano, si tratterà di un buon affondo, con possibili complicazioni future. Per il modello inglese invece tutto viene visto in maniera più blanda. Chi avrà ragione?

Depressione della prossima settimana: modello inglese contro il modello americano

La matassa meteorologica a medio termine ancora non si risolve. Il modo migliore per capire come potrebbero andare le cose è la comparazione tra i due principali modelli, che solitamente battono le piste, in attesa di dare responsi più affidabili quando la distanza previsionale sarà meno impervia.

Ben sappiamo che una vasta depressione presente sul nord Atlantico tenterà di entrare nel Mediterraneo nella seconda parte della settimana prossima. Quello che ancora non sappiamo sono le sue modalità d’ingresso.

Chiediamo allora lumi al modello americano ed inglese. Al momento questi due modelli non si presentano molto concordi sull’evoluzione prevista, anche se resta comunque il punto fermo dell’ingresso da ovest della depressione.

Ecco la previsione secondo il modello americano. Il momento preso in esame è la notte su sabato 24 novembre.

Come potete vedere, l’ingresso risulta deciso, penetrante e con un buon pacchetto di aria fredda che affluisce al seguito.

Se le cose andassero così, ci troveremo di fronte ad un peggioramento consistente delle condizioni meteorologiche, seguito anche da un calo delle temperature ad iniziare dalle regioni settentrionali.

Questa invece è la previsione, valida sempre per la notte su sabato 24, ma secondo il modello inglese.

Si vede ad occhio ( comparando la carta sopra) che l’affondo risulta meno penetrante. In questo caso l’aria fredda entrerebbe a fatica sul Mediterraneo occidentale ed il guasto risulterebbe meno incisivo.

Notate, inoltre, la depressione madre posizionata molto più a nord rispetto al modello americano, con l’alta pressione che "incalza" ad ovest della Penisola Iberica.

Chi avrà ragione? Ragionando in termini di percentuali, secondo noi il modello americano ha maggiori possibilità di vincere questa battaglia virtuale. Solitamente, tale modello (sul medio e lungo termine) ha intuizioni nettamente migliori rispetto al collega inglese. Di conseguenza: 60% per il modello americano e 40% per quello inglese.

 

Autore : Paolo Bonino