00:00 19 Dicembre 2011

Da quanto tempo non transita una vera perturbazione su tutto il Paese?

La sconfitta del flusso zonale ondulato atlantico alle latitudini mediterranee.

Da quanto tempo non transita una vera perturbazione su tutto il Paese?

Nell’immagine una perturbazione molto intensa si appresta a raggiungere il nostro Paese. Che le perturbazioni atlantiche disertino spesso il Mediterraneo è cosa nota, arcinota, scritta, riscritta, ripetuta in mille conferenze. 
 
La mancanza però anche di un solo vero passaggio perturbato di SERIE A si fa sentire sul nostro Paese, soprattutto in termini di innevamento e di protezione dei ghiacciai. Fino all’inizio degli anni 90 questi fronti transitavano eccome, magari non più come negli anni 70 ed 80, ma transitavano, portando non solo il loro carico di pioggia distribuito in modo regolare e diffuso, ma anche quei centimetri di neve utili sia alla prosecuzione dell’attività sciistica sino a Pasqua, sia quei mm di pioggia utili all’agricoltura, specie in propspettiva del risveglio vegetativo a marzo.

Poi il flusso zonale atlantico si è alzato di latitudine o la cella di Hadley si è portata più a nord e tutto è drasticamente cambiato. I ghiacciai sono andati in crisi e i periodi siccitosi sono aumentati.

Per avere piogge di rilievo oggi tutto dipende da depressioni semiparalizzate dalla presenza di anticicloni più simili a pachidermi, quasi inamovibili, l’aria fredda passa sempre più ad est, e non ne vuol sapere di tuffarsi a capofitto su di noi in modo netto, la circolazione, specie quella invernale e primaverile pare bloccata, specie dal 95 ad oggi la situazone è andata peggiorando anche in primavera, ormai ombra di se stessa con temporali sempre più concentrati in pochi episodi (sia pure forti), perturbazioni latitanti e vere situazioni perturbate affidate alla bontà di depressioni mediterranee.

E’ vero che da allora non è mancata qualche alluvione, ma il tutto è stato frutto di una strozzatura depressionaria, operata dalla presenza ingombrante e bloccante dell’alta pressione, che impediva il normale flusso delle correnti.

L’inverno è tradizionalmente stagione statica, ma ha ulteriormente perso dinamicità. Molto peggio sta andando comunque in primavera che, per natura, è sempre stata dinamica in sede mediterranea. poi per carità, la conta dei millimetri di pioggia si fa anche grazie a qualche evento violento ma isolato, ma lasciatemi dire che una vera variabilità fresca, all’inglese, con flusso zonale basso, alternanza di onde cicloniche a cunei anticiclonici, anche della durata di una sola settimana, in tutto il corso dell’anno si vedrà si o no 2-3 volte.

Se poi si aggiunge la crisi del Rodano, cioè la mancanza di incursioni fredde dalla valle del Rodano con relative ciclogenesi tirreniche, il cerchio si chiude.

Ne deriva un tempo un po’ snaturato, che mescola tanto sole e temperature sopra media a brevi fasi fredde, temporalesche segnatamente al centro-sud e in Adriatico.

Autore : Alessio Grosso