00:00 27 Aprile 2020

COVID-19: riaprire è azzardato o un atto di coraggio necessario?

Chiediamo il vostro parere perchè è importante capire il punto di vista di tutti i cittadini.

COVID-19: riaprire è azzardato o un atto di coraggio necessario?

Vediamo di esporre un po’ di situazioni e problematiche connesse, lasciando al lettore la libertà di esprimersi (civilmente) in base a quanto sta sperimentando sulla propria pelle.
Al momento:
-c’è una modesta percentuale di famiglie in smart-working con un figlio/a in età scolare in video-lezione. Sono i più "coperti", i più fortunati diciamo, soprattutto se vivono in un ambiente domestico sufficientemente grande, magari con annesso un terrazzino più o meno grande. A loro in fondo il lockdown non è dispiaciuto. Sono stati tutti insieme, come magari non accadeva da anni, hanno condiviso momenti di gioia, guardandosi anche insieme film alla tv, aiutando i ragazzi nei compiti, risparmiando benzina per andare al lavoro o spese per cinema, divertimenti, ristoranti, etc, e trovandosi magari ad avere qualche soldo più di prima, sorprendentemente…

-c’è un’altra modesta percentuale di famiglie che ha un genitore in smart-working, l’altro in cassa integrazione, due figli da gestire con almeno 3 pc in funzione, ha una casa con bassa metratura, non ha terrazzo, per fortuna ha un cagnolino da portare a spasso. Diciamo che qui la convivenza già diventa un po’ più difficile, c’è sofferenza ed incertezza per il futuro, ma si prova a resistere.

-c’è un altro nutrito gruppo di famiglie dove la moglie è casalinga e lui ha perso il lavoro con prole numerosa, una casa piuttosto piccola, senza balconi o tantomeno terrazzi. Non hanno cani. Per loro la prospettiva è pessima, temono il futuro, vivono di quanto accumulato e sperano di ripartire il prima possibile.

-c’è un gruppo nutrito di famiglie senza figli ma comunque anche senza lavoro, perso o precario, in pochi metri quadri, che ha via pochi risparmi e che si trova in condizioni di semi disperazione.

-c’è un ridotto numero di famiglie con o senza figli, che vive in grandi appartamenti o ville con ampi giardini e terrazzi, entrambe professioniste, che hanno tratto profitto dal covid perché lavorano in ambiti considerati essenziali dallo Stato. Per loro la crisi non c’è sostanzialmente stata.

-c’è la madre sola, con uno o più figli a carico, senza lavoro (era precaria o lavorava in nero), l’ex marito pregiudicato agli arresti domiciliari altrove, lei vive in casa popolare in un bilocale in affitto, senza pc, i bambini non vanno a scuola, non escono di casa, che ne sarà di loro senza ripresa? 

Abbiamo fatto 6 esempi, ne avremmo potuti fare centomila. Il punto è? La decisione di riaprire, sia pure gradualmente, pur se necessaria per sbloccare l’economia e togliere milioni di persone dal rischio "fame", è un atto di coraggio o una decisione azzardata ma necessaria?

Se poi dovessero tornare a riempirsi gli ospedali, le terapie intensive come faremo? Saremo costretti a sacrificare i nostri parenti più anziani per consentire ai giovani di sopravvivere?

Oppure è un rischio che dobbiamo correre, costi quel che costi e forti del fatto che a Wuhan, nonostante il "liberi tutti" la situazione non è peggiorata?

Credete che il popolo italiano, insofferente ai divieti (anche se non più di altri, anzi forse molto meno) riuscirà a sopportare le lunghe code per entrare in metropolitana senza che queste sfocino in rissa e portino ad un difficile controllo della situazione da parte delle forze dell’ordine?

Non credete che, con il permesso di poter vedere i parenti, non vi sia la scusa per assembrare in case decine di persone per pranzi e feste "silenziose" con rischi di contrarre e diffondere il contagio?

Se i genitori devono tornare al lavoro e i figli non possono andare a scuola o essere ospitati dai nonni, non credete sia utile sin dal primo giugno o anche prima, prevedere attività all’aria aperta inserite in camp estivi o oratori estivi, con tutte le limitazioni del caso?

Non credete che il test sierologico sia comunque un sistema valido per capire quale potrebbe essere l’andamento del contagio una volta attenuate le limitazioni da lockdown?

L’impossibilità di recarsi all’estero per l’estate non potrebbe favorire il turismo italico sulle nostre spiagge? Cosi come potrebbe riempire le località di villeggiatura della montagna, dove il distanziamento risulterà nettamente più semplice da rispettare e far rispettare. La movida serale in paese dopo mare o passeggiate non potrebbe essere invece pericolosa?

Può essere giusto rendere OBBLIGATORIO il controllo domestico dei propri impianti di condizionamento, cosi come quello dei centri ospedalieri? Lo Stato non potrebbe farsi carico di abbattere l’Iva su questo tipo di controlli?

Potremmo continuare per ore. Dateci qualche suggerimento, qualche spunto, le note scioccamente polemiche via FB verranno cancellate, perché di tutto abbiamo bisogno fuorché di commenti populisti fini a se stessi, c’è bisogno di costruttività!

Autore : Alessio Grosso