Perchè gli inverni sul Mediterraneo falliscono? C’è un grossa ANOMALIA nella circolazione generale
La situazione sinottica a scala europea è ormai viziata da anni da un'anomalia che si colloca indicativamente tra la Penisola Iberica e l'Africa nord-occidentale. Cosa c'è alla base di questa anomalia? E' legata al riscaldamento globale? Proviamo a dare qualche risposta anche se non è semplice.

Le configurazioni bariche si succedono come se nulla fosse sull’Europa centro-settentrionale ed orientale, mentre tra la Penisola Iberica, l’Africa nord occidentale e il Vicino Atlantico si erge un promontorio sub-tropicale praticamente stazionario che è presente in quasi tutti mesi dell’anno. La sua ampiezza varia a seconda delle bizze del vortice polare; se questo tende ad accorparsi, il promontorio sopra citato “esplode” letteralmente, aspirando una grossa mole di calore direttamente dal tropico. La massa calda viene poi iniettata verso nord attraverso un corridoio preferenziale che si diparte tra l’Africa nord-occidentale, la Penisola Iberica e sud della Francia. L’alta pressione che ne deriva, di conseguenza, non potrà che essere “formato mostro”, con geopotenziali e temperature al suo interno più simili al semestre estivo che invernale.
Con queste poche righe abbiamo descritto come vengono distrutti i nostri inverni negli ultimi anni, segnatamente a scala mediterranea, ma in alcuni casi anche più a nord, verso l’Europa centro-settentrionale.
Il meccanismo che preleva l’aria direttamente dal tropico e la “spara” verso nord è ben evidente da questa mappa prevista per lunedi 19 febbraio:
Notate il corridoio preferenziale di risalita del calore, una vera e propria “autostrada” che inietta aria tropicale verso nord, gonfiando anticicloni spropositati sul nostro Continente.
Come mai succede questo? Se andiamo a curiosare più in basso, si notano anomalie positive spropositate in prossimità dell’oceano antistante l’Africa nord-occidentale.
In altre parole, c’è un evidente accumulo di calore che non appena le condizioni sinottiche lo consentono (ad esempio con un rinforzo del vortice polare o un’accelerazione del getto), tende a salire di latitudine attraverso il “corridoio spagnolo” sopra menzionato, un vero e proprio “collo di bottiglia” che inietta calore verso nord.
Questa situazione determina inverni praticamente inesistenti nell’area mediterranea, ondate di caldo intense e prolungate nel periodo estivo ed una maggiore irregolarità delle perturbazioni che si presentano spesso “strozzate” e poco performanti per alcune regioni.
Questa anomalia è imputabile al riscaldamento globale? Il meteorologo spagnolo JOSE MIGUEL VINA (che ha condotto uno studio sull’argomento) ne è ampiamente convinto. Citiamo testualmente le sue parole:
“Le celle di Hadley svolgono un ruolo importante nel trasferimento di calore dall’equatore alle medie latitudini. Sono soggette ad un’oscillazione stagionale, la cui ampiezza varia a seconda della lunghezza della Terra. Se ci limitiamo alla cella situata nell’emisfero settentrionale e all’ambito geografico delle Isole Canarie e della Penisola Iberica, a gennaio (inverno boreale) la cellula si ritira verso sud, senza superare l’equatore, mentre a luglio (estate boreale) sale di latitudine, ed il suo ramo discendente si piazza nell’area della penisola iberica. Nel suo Sesto ed ultimo Rapporto (AR6), pubblicato nel 2021, l’IPCC attribuisce un elevato livello di fiducia all’espansione delle celle di Hadley verso le alte latitudini, indicando che nel caso particolare della cellula situata nell’emisfero settentrionale, detta espansione e il movimento verso nord è stato osservato dal 1980. Quanto sopra è qualcosa che sta diventando sempre più chiaro. Le incursioni di aria subtropicale sulla Penisola Iberica ed Isole Baleari sono sempre più frequenti e si verificano in ogni periodo dell’anno. Le incursioni delle creste calde non sono altro che il riflesso dell’espansione della cella di Hadley, con le conseguenze che stiamo vedendo: un aumento dei periodi di siccità e della siccità, nonché anomalie di temperatura positive quasi permanenti, di magnitudo crescente. Questo comportamento osservato ci porta ad una subtropicalizzazione del clima, ad esempio in Spagna. Le proiezioni climatiche suggeriscono che questa espansione delle celle di Hadley continuerà per il resto del secolo, parallelamente al continuo aumento della temperatura”.
