00:00 18 Maggio 2009

CALDO? Ora gli ambientalisti possono brindare

Il tempo dà una grossa mano ai catastrofisti. Sull'Italia sbarca l'anticiclone africano.

CALDO? Ora gli ambientalisti possono brindare

Nessuno ne ha parlato ma proprio mentre nel 2003 l’Italia veniva messa KO dal caldo la stagione era al Polo talmente fresca da far recuperare terreno ai ghiacci.

Il punto è che il “fattore locale” nel meteo è sempre stato determinante per influenzare le coscienze, alla faccia della globalizzazione.

Chi vive in quelle giungle d’asfalto in cui ormai si sono trasformate le nostre città ha come l’impressione di trovarsi al centro del mondo e spesso ragiona in questi termini: “fa caldo qui farà caldo ovunque”.

Gli addetti ai lavori ne sono pienamente consapevoli e appena a livello locale si scatena un’onda di calore che faccia sufficientemente parlare di sè, moltiplicano le profezie di sventura.

“Avete visto che caldo a maggio? Se questo non è un segnale di global warming galoppante…Vi siete illusi con la super neve dell’inverno? Ecco, ora questo caldo se la mangerà tutta e i ghiacciai saranno presto nuovamente in agonia”.

Il processo di inurbamento, che produce una quasi totale ignoranza della natura, favorisce un attecchimento passivo ed acritico di queste considerazioni.

Certo, questo trend caldo non piace nemmeno a noi: le avvezioni di aria fredda ad aprile sono totalmente mancate e non solo in Italia ma anche su gran parte d’Europa, maggio si sta rivelando caldo, c’è la prospettiva di una rimonta anticiclonica africana che non sappiamo quando avrà fine, però sicuramente non ci strapperemo i capelli. Lasciate pure che gli ambientalisti, meglio conosciuti come serristi brindino, voi non fatevi prendere troppo dal panico e difendetevi dal caldo senza isterismi.
Autore : Alessio Grosso