Attenzione alla seconda decade di dicembre!
L'inverno sta sparando i primi colpi a salve, ma presto farà sul serio.

Siamo vicinissimi all’entrata in scena dell’inverno. Le correnti da nord-ovest introducono aria progressivamente più fredda e secca da nord-ovest, offrono all’Appennino le prime nevicate a quote anche basse, così come su taluni settori alpini. Si tratta di un’accelerazione della corrente a getto, che risulterà temporanea, ma che avrà comunque il merito di tener lontano quello scirocco che aveva remato contro il normale avvicendamento stagionale.
Da quanto si ricava dall’analisi approfondita dei modelli, pare che questa accelerazione possa esaurirsi abbastanza rapidamente entro la fine della prima decade del mese, lasciando spazio a nuovi affondi depressionari importanti sul settore centrale del Continente, magari conditi con afflussi di aria più fredda dall’est europeo.
Ci sono anche segnali che suggeriscono la possibile formazione di un ponte anticlonico sulla Scandinavia, che aprirebbe la strada ad una retrogressione di masse d’aria molto fredde dai quadranti orientali.
C’è anche chi ritiene che possa ritornare in auge l’affondo occidentale dell’aria fredda con una risposta mite per gran parte d’Italia; in realtà l’unico punto fermo sembra proprio la frenata del getto con condizioni che tenderanno a virare ancor di più verso l’inverno, soprattutto al nord, in un contesto decisamente instabile e con l’alta pressione che assolutamente non riuscirà ad impossessarsi del Mediterraneo.
Da notare proprio questa clamorosa debacle anticiclonica, è ormai da agosto che non viviamo una situazione di stabilità prolungata sull’Italia, lo testimonia anche l’assenza quasi totale di nebbie importanti sul territorio.
Autore : Alessio Grosso
