Altra batosta per l’IPCC: “nel 2035 ci sarà ancora ghiaccio sull’Himalaya, i nostri modelli sbagliavano”
Clamorose ammissioni, si smonta il castello del global warming estremo. Le stime saranno riviste.

Scuse ufficiali all’India, cose mai viste. Il nobel per la pace, il gruppo intergovernativo dell’Onu per lo studio dei cambiamenti climatici, meglio noto come IPCC, si è sbagliato ancora.
Meno di tre anni fa si erano lasciati andare ad una previsione catastrofica sulla fusione totale delle nevi dell’Himalaya entro il 2030, massimo 2035.
La cosa non aveva sconvolto più di tanto chi con quell’acqua si disseta, confortati dalle parole del loro ministro dell’ambiente, dimostratosi scettico di fronte ai proclami dell’IPCC.
Certo che i ghiacci himaliani si stanno assottigliano, ma in zona seguita a fare freddo e, con gli spessori attuali, i ghiacci potrebbero restare lì anche per tutto il secolo ed oltre.
Potremmo dire che l’Ippc ha calcato ancora una volta la mano, arricchendo quello che ormai tutti chiamano “climagate” o “ambientopoli” di un altro capitolo, degno di essere letto, nel caso anche indagato, visto che siamo in tema.
Come mai con tanta anidride nell’aria la temperatura non sale come dovrebbe? Forse perchè la temperatura segue un ciclo svincolato dall’anidride e si basa soprattutto sulla regia del sole? Non sia mai, almeno per i “signori del clima”: ecco allora rispolverata, è proprio il caso di dirlo, la vecchia teoria del pulviscolo atmosferico, (in realtà la nebulazzione, soprattutto dei solfati, in troposfera è sensibilmente diminuita). Il pulviscolo rifletterebbe i raggi solari e così si avrebbe meno riscaldamento…
Il resto sono tutte chiacchiere.
Autore : Report di Alessio Grosso
