00:00 27 Febbraio 2012

Alta pressione ‘a regime’, fino a quando?

Una persistente figura di alta pressione coinvolge il Mediterraneo e buona parte d’Europa, con la concreta prospettiva che questa condizione persista anche per tutta la prossima settimana. Le temperature saranno spesso sopramedia nelle zone interne e le località poste in quota. Più riparate le coste grazie alla presenza di addensamenti marittimi a fungere da “tappo” nei confronti del grosso rialzo termico a media quota. Quanto durerà ancora questa lunga fase anticiclonica?

Alta pressione ‘a regime’, fino a quando?

Dopo i vigorosi scenari invernali che hanno caratterizzato la prima metà di febbraio, il tempo degli ultimi dieci giorni è ritornato entro i canoni di una placida tranquillità. Lo stesso anticiclone, che inizialmente forgiando un patto di alleanza con l’anticiclone termico russo, ha fatto vivere all’Europa un eccezionale fase di gelo, ora si trova adagiato tra Francia e Penisola Iberica. Da qui la nuova stabilizzazione delle condizioni meteorologiche, che interessa anche il nostro Paese.

Nel corso dei prossimi giorni, refoli di aria più fresca scivoleranno lungo i bordi dell’alta pressione sfiorando i settori adriatici delle estreme regioni meridionali portando effetti assai modesti.

Cosa mantiene in vita l’anticiclone?

L’attività delle depressioni sull’est Europa è ancora ben presente; questo elemento fornisce un considerevole aiuto alla salute delle alte pressioni. La coesistenza di un teso flusso di venti occidentali sull’Oceano Atlantico e la continua discesa di masse d’aria fredde sull’est europeo, favoriscono la persistenza dell’anticiclone in sede europea centro-occidentale, imprimendo rotazione oraria dei venti sull’Europa centro-occidentale.

A cosa è dovuta una persistenza anticiclonica così esasperata?

In ambito di teleconnessioni, una branca della meteorologia che studia le ripercussioni delle temperature oceaniche sull’atmosfera, si usa spesso parlare di cicli, NINO e NINA. Sono fenomeni peculiari che interessano la temperatura delle acque oceaniche in sede pacifica, con periodici riscaldamenti e raffreddamenti che si alternano ogni due, tre anni.

Dallo scorso inverno il pattern è passato ad una condizione tipicamente di NINA, con un esteso raffreddamento delle acque oceaniche in sede pacifica localizzato vicino alle zone equatoriali.

La correlazione non è certa, ma alcuni indizi suggeriscono che la presenza di una NINA forte nel lato pacifico influenzi la dislocazione delle figure bariche anche sull’Europa. Questo elemento favorirebbe la persistenza dell’anticiclone iberico che assedia l’Europa occidentale da tempo.

La prima parte di questa stagione invernale è stata ulteriormente complicata dalla coesistenza di una NINA forte associata ad un vortice polare altrettanto forte e molto compatto. La presenza di questi due elementi ha tediato l’evoluzione delle figure bariche a livello europeo, gettando le basi alla nascita e persistenza dell’area di alta pressione atlantica, continuamente sbilanciata verso l’Europa.

Le previsioni stagionali evidenziano come questo particolare fenomeno vada gradualmente indebolendosi nel corso dei prossimi mesi, sino probabilmente a raggiungere un valore neutro entro il prossimo aprile. Se le previsioni NCEP fossero confermate, sarebbe logico aspettarsi una graduale perdita di importanza di questa figura barica nel corso dei prossimi mesi.

Questo potrebbe aprire prospettive di maggiore dinamismo atmosferico tra la seconda metà della primavera e la prossima estate. Vedremo.
 

Autore : William De Masi