00:00 6 Giugno 2007

(A grande richiesta) DOSSIER: l’acqua minerale tra business e veleni (seconda puntata)

Quali acque sono più sicure per il tuo bambino? Quali puoi bere anche tu? Ripubblichiamo la nostra inchiesta del 2004.

(A grande richiesta) DOSSIER: l’acqua minerale tra business e veleni (seconda puntata)

Nella prima puntata della nostra inchiesta vi abbiamo invitato a non comprare l’acqua minerale con leggerezza. Dietro il business infatti si nascondono molti veleni.

Il business è cominciato con la famosa crisi dell’acqua del rubinetto imputabile alla presenza di atrazina negli anni 80.
In questi ultimi anni si è fortemente accresciuto l’interesse dei media sull’argomento “acque minerali” e sono state pubblicate molte inchieste.

Non riporteremo qui nessun dato sulle singole acque minerali, sia perchè qualcuno potrebbe pensare che MeteoLive sia stato pagato per scrivere bene di una certa marca e male di un’altra, sia perchè il rischio di denunce è sempre dietro l’angolo.

Per questo ci limiteremo a consigliarvi quanto segue:
L’arsenico, di cui peraltro abbiamo giù parlato, e per il quale non vige alcun obbligo di citazione in etichetta, se ingerito con regolarità può provocare tumori alla pelle, alla prostata, ai reni e ai polmoni.

Se assumiamo acqua che contiene anche solo 20 microgrammi di arsenico per litro, andiamo incontro gradualmente a nausea, vomito, diarrea, debolezza, eruzioni cutanee.
Così come l’arsenico, anche i nitrati sono cancerogeni.

Per questo è utile cominciare a difendersi leggendo sull’etichetta (laddove riportato) l’eventuale presenza di nitrati.
Ad esempio una concentrazione da 1 a 8 mg/l è tollerabile, se superiore deve farci riflettere come adulti e ci deve fortemente sconsigliare l’acquisto per un bambino!

Poi c’è il residuo fisso che dovrebbe essere compreso tra 50 e 500 mg/l; è appena il caso di aggiungere che esistono acque minerali con oltre 1.200 mg/l.

Il residuo fisso misura la quantità di sali presenti in un litro d’acqua dopo aver fatto evaporare un litro di acqua alla temperatura di 180°.
Se è basso favorisce l’idratazione e il ricambio di liquidi. (si parla di acque oligominerali)

Controllate anche l’indice di ossidabilità: infatti più è alto tale valore e meno l’acqua risulterà pura perchè sarà piuttosto ricca di alghe e batteri che fanno “combutta” con l’ossigeno e si ossidano.
Gli studi sulla pericolosità del manganese sono invece ancora in corso.

Qualcosa di buono:
citiamo ad esempio la presenza di bicarbonato. Provenienti dalla dissoluzione di rocce calcaree e dolomitiche, le acque bicarbonate con una concentrazione di almeno 600 mg/l aiutano la digestione stimolando la secrezione gastrica.

E SE BEVESSIMO L’ACQUA DEL RUBINETTO?
Ne parleremo nella terza ed ultima puntata del nostro viaggio nel business dell’acqua…
Autore : Alessio Grosso