00:00 9 Giugno 2004

Il fascino dei ghiacci marini

Esaminiamo le caratteristiche del ghiaccio nelle acque oceaniche.

Il fascino dei ghiacci marini

La temperatura di congelamento dell’acqua marina varia con la salinità. Ad esempio, per una concentrazione pari al 35%, l’acqua gela a -2°C.
Alle elevate latitudini, il congelamento dell’acqua marina raggiunge col tempo uno spessore di 2-4 metri e ha inizialmente una salinità del 1,5% che si riduce allo 0,1% dopo parecchi anni.

Lungo le regioni artiche, il ghiaccio marino forma la banchisa, che varia di molto la sua estensione durante l’anno.

Nel mare vi sono poi blocchi di ghiaccio detti iceberg che si liberano dai ghiacciai artici e dell’Antartide, raggiungendo parecchi km di lunghezza e spessori di alcune centinaia di metri.

Sono leggermente meno densi dell’acqua marina e pertanto vi galleggiano profondamente immersi fino a 5/6 della loro massa.

Le traiettorie degli iceberg sono seguite con telerilevamento attraverso radiometri a micro-onde. La presenza di iceberg può incentivare le nebbie sul mare del Labrador ma con i radiometri si può distinguere perfettamente la posizione della massa di ghiaccio anche in queste condizioni.

All’interno delle aree gelate, esistono vaste zone di mare non gelato.
Il termine che si usa per definirle é russo: Polynja. Solitamente si formano lungo le coste ma non sono rare nemmeno in mare aperto.

Esponendo continuamente all’atmosfera superfici di acqua libera che può congelare, sono ritenute le zone dove si produce gran parte del ghiaccio marino degli oceani adiacenti.
Autore : Dott. Geol. Sofia Fabbri