Un TORNADO provocò il crollo della guglia di 47m della MOLE ANTONELLIANA a Torino nel maggio del 1953
Pensate a che razza di tempesta mediatica sulle conseguenze del global warming scoppierebbe oggi se accadesse qualcosa del genere.
Successe in tempi non sospetti, insieme a molte altre tragedie atmosferiche dimenticate, di cui non parla più nessuno, perché fa comodo oscurarle. Fa comodo raccontare che gli eventi estremi esistono solo da quando non si parla d’altro che di global warming antropico, cioè soprattutto dalla fine degli anni 80 del secolo scorso.
Invece quel 23 maggio a Torino successe di tutto, un tornado attraverso la città e seminò morte e distruzione con decine e decine di grossi alberi abbattuti, la guglia della Mole Antonelliana parzialmente caduta all’interno della sede della Rai, con testimone oculare addirittura Piero Angela, e 5 vittime.
Un pomeriggio nefasto, secondo per la città solo a quello della tragedia di Superga, favorita dalla nebbia che gravava sulla collina di Torino in quelle drammatiche ore.
Ecco il video dello storico cinegiornale del tempo, ancora con l’enfasi e la retorica di quegli anni, retaggio del regime.
Se una cosa del genere si dovesse ripetere oggi, chissà cosa sentiremmo dire; il punto è che potrebbe risuccedere, magari non a Torino, ma in molte altre zone d’Italia, sia perché effettivamente il clima si sta scaldando, sia perché la natura da sempre si scatena e nessuno la può fermare.
Siamo solo noi che abbiamo l’illusione di dominarla, di regolarne come un termostato casalingo la temperatura giusta perché non succeda nulla, perché stia calma. No comment!