12:33 3 Giugno 2024

Ma cosa deve fare questo povero TEMPO? Apriamo gli occhi sul presente e sul futuro

Il tempo, la gente e i media, cosa sta succedendo?

Da molti mesi ormai il nord ha superato il problema della siccità senza gravi conseguenze alluvionali, fiumi e torrenti sono pieni, le risaie allagate come non si vedeva da parecchio, i ghiacciai che respirano e si accusa di questo il riscaldamento globale (Il riscaldamento globale: evidenze scientifiche a favore, critiche, obiezioni e previsioni).

Certamente chi gestisce impianti sportivi, ricreativi, lavori all’aperto avrà avuto e avrà ancora le sue ricadute negative, ma pensate anche all’estremo sud, specie in Sicilia, dove non sta piovendo da mesi, non hanno forse un problema opposto e più grave?

Gli invasi al sud sono in grande sofferenza ma l’acqua ci sarebbe se gli acquedotti colabrodo venissero riparati, invece c’è il mercato nero delle autobotti che fa comodo a molti e dunque l’acqua se non arriva così non arriva e fino a settembre sarà dura che le cose possano cambiare, anzi potranno facilmente peggiorare.

Le siccità al sud sino a qualche decennio fa erano decisamente più ricorrenti che al nord, ora che è tornato il famoso flusso zonale atlantico con le sue perturbazioni, le cose sono tornate al passato: molta pioggia al nord, meno ma sufficiente al centro, ben poca al sud e sulla Sicilia.

E poi ci sono le considerazioni popolari che cozzano contro il mantra mediatico sul riscaldamento globale, che infatti in questo periodo non sa bene cosa dire e tace: la tanta neve sulle Alpi li ha sorpresi, ma la gente è scontenta del tempo. Forse vorrebbe che in un giorno facesse tutta la pioggia di un mese per assistere ad una nuova alluvione? Grazie al cielo non sta succedendo; le giornate di sole si alternano a quelle di pioggia e fiumi ed invasi si riempiono gradualmente senza criticità.

Non va bene lo stesso: sicuramente adesso verrà dato grande rilievo alla prima ondata di caldo, seguita dagli inevitabili nubifragi al nord, che facilmente verranno accompagnati dal classico commento: “mai visto nulla di simile, è colpa del global warming”. E si andrà avanti così chissà ancora per quanto.

E succederebbe la stessa cosa anche se, per puro incanto, si verificasse quel fenomeno opposto di cui si parla da tanti anni, cioè un FEEDBACK negativo, una retroazione negativa, che portasse tanta neve a cadere tra Scandinavia e Siberia come risposta al riscaldamento e proprio per effetto albedo, vivessimo un raffreddamento generale. Anche in quel caso si darebbe la colpa alle attività antropiche, mentre l’Europa vivrebbe stagioni molto più fredde del normale.

State tranquilli, non succederà, almeno per ora e finché vivranno giusto un altro paio di generazioni, poi chissà, al tempo non si comanda, imbrigliarlo nei nostri ragionamenti razionali, tentare di addomesticarlo come dovesse comportarsi a comando, per soddisfare i nostri piaceri è una pia illusione. Dunque abituiamoci ai fenomeni violenti dell’estate, ai repentini cambiamenti di trend che faranno passare alcune regioni da piovose a siccitose e viceversa, senza che ci si possa far nulla.

Anche se azzerassimo le emissioni di CO2 antropiche, i temporali risulterebbero ugualmente violenti, le siccità, le alluvioni e le tempeste continuerebbero; farlo per la salute di tutti ha certamente un senso, lo avrebbe di più se intanto non si continuasse ad occupare suolo con il cemento, se non venissero concesse deroghe per la costruzione in aree protette, se le emissioni da metano non dilagassero ovunque.