00:00 8 Giugno 2004

La domanda più gettonata del momento: “che estate sarà?”

La previsione a lungo termine interessa molto agli italiani; per soddisfarli però i meteorologi non possono che ricorrere alla statistica.

La domanda più gettonata del momento: “che estate sarà?”

Che estate sarà? Me l’ha chiesto la vicina di casa in ascensore, l’impiegato di banca quando ho fatto il versamento, la fruttivendola quando ho comprato le fragole, il panettiere quando ho acquistato la baguette; insomma, sapere come sarà l’estate interessa davvero molto gli italiani e i giornalisti lo sanno bene e fanno a gara ad interpellare gli esperti per farsi vaticinare un caldo disumano oppure una bella scarica di temporali.

Il meteorologo invita a prendere le proiezioni stagionali con le pinze ma il giornalista non ci sente e annuncia tutto in tono biblico con il risultato che a settembre il meteorologo viene messo sui ceci e scampa di un soffio una lapidazione sicura.

Eh già perchè nonostante il miglioramento della qualità previsionale grazie all’uso di calcolatori sempre più precisi, non è ancora possibile formulare previsioni attendibili per un intervallo di tempo che superi i 7-10 giorni.

Solo in caso di un anticiclone particolarmente stabile ci si può spingere sino a 15 giorni nell’annunciare il bel tempo, molto più arduo annunciare il maltempo anche solo a distanza di una settimana.

Per quanto riguarda l’estate tutto dipenderà dal posizionamento delle zone anticicloniche e dunque più in generale dalla NAO, la noth atlantic oscillation, l’indice che misura la ripartizione della pressione alle varie latitudini sull’Europa e nel vicino Atlantico.

In caso di persistente Nao negativa avremo infatti un Mediterraneo invaso sovente da depressioni e fronti temporaleschi, perchè in questo caso si isolano degli anticicloni sul nord del Continente, così come è avvenuto nella piovosa estate del 2002.

In caso di Nao positiva invece l’anticiclone delle Azzorre chiude la strada alle perturbazioni atlantiche e ci regala un’estate soleggiata e calda, mentre le perturbazioni scorrono sul nord Europa rendendo instabile il tempo di quelle latitudini.

Nella tremenda estate 2003 però a fare le veci dell’anticiclone azzorriano si è aggiunto un anticiclone ben più “focoso”, quello africano, che con la sua bolla di aria calda e stabile ha arroventato l’aria delle nostre città. Si ritiene che questo spostamento verso nord dell’anticiclone africano sia imputabile al generale innalzamento della zona di corvergenza intertropicale sotto l’influsso del Nino. Quest’anno il Nino non è presente ma resta sempre l’inaffidabilità delle proiezioni della NAO; sembrerebbe che possa prevalere una leggera Nao positiva con un’estate un po’ più temporalesca del solito sul Mediterraneo e caldo più sopportabile per tutti ma si tratta pur sempre di una ipotesi, non di una certezza. Meglio affidarsi alla statistica…

E cosa dice la statistica?
La statistica ci parla di un fine giugno instabile, tanto che si dice che le pecore già tosate soffrano il freddo in montagna, luglio è sicuramente il mese più stabile della stagione, soprattutto nell’ultima decade.

Anche agosto ha la nomea di mese stabile nella sua prima parte, non a caso tutti fino a qualche anno fa puntavano a trascorrere le ferie al mare nella prima quindicina del mese, perchè dopo arrivava la classica rottura stagionale con i temporali.

Oggi la statistica tende a deviare da questa linea di tendenza, perchè negli ultimi anni le rotture si sono manidestate sempre più a ridosso del settembre oppure sono state anticipate da fasi temporalesche nella prima decade del mese.

Bisogna oltretutto ricordare che settembre può benissimo recitare il ruolo di mese estivo stabile a tutti gli effetti. Ultimamente però anche lui è entrato un po’ in crisi.

Un consiglio? Consultate le previsioni ogni giorno e fidatevi poco degli sciamani e degli indovini…
Autore : Alessio Grosso