INVERNO? Se il vortice polare frenerà il suo impeto ne vedremo delle belle, altrimenti no
La stagione potrebbe scorrere sulla falsariga di quella scadente degli anni scorsi o nobilitarsi alla luce di un indebolimento nell'attività del vortice polare.

Parliamoci chiaro, cari lettori, questa deviazione delle correnti da nord-ovest intorno alla Befana, lo vediamo quasi ad ogni inverno, qualche volta un po’ prima, qualche volta un po’ dopo, ma è sempre lì. E’ il primo segnale di un certo indebolimento nell’attività del vortice polare:
Ne deriva un rinforzo della ventilazione nord-occidentale, un certo calo termico e qualche fenomeno sparso lungo le regioni adriatiche e meridionali. E’ un primo passo. Se poi ne seguono altri innescati da questo rallentamento la situazione può farsi interessante.
E quest’anno può farsi interessante? Stando a quanto si vede in sede stratosferica potenzialmente si, c’è un riscaldamento non trascurabile ed esteso subito dopo il 10 gennaio, che fa pensare ad una ridotta attività del vortice polare e soprattutto ad un rallentamento e ad ondulazione della corrente a getto nel piano troposferico tale da consentire a diverse saccature di far breccia nel Mediterraneo e di regalare un tempo invernale, come vediamo ad esempio qui:

Guardate ora il "warming" (riscaldamento) previsto in sede stratosferica per la seconda decade di gennaio nell’area siberiana:

Ed ora guardate le conseguenze della POTENZIALE frenata della corrente a getto (fiume d’aria che scorre a 10km di altezza) da ovest ad est, con ondulazioni non trascurabili tra il 10 e il 15 gennaio sempre su scala emisferica:

TRADOTTO: maggiori ondulazioni, tempo più dinamico, fasi più fresche o fredde ma soleggiate e ventose, alternate a fasi piovose, anche nevose in montagna. Sarà così? Al momento l’attendibilità di questa frenata, di questa evoluzione dinamica resta attendibile non più del 35%.
Autore : Alessio Grosso
