PERTURBAZIONE tra 3 e 5 gennaio, cosa c’è di vero?

Un primo segno di svolta meteorologica, dopo una lunga predominanza dell’anticiclone africano, potrebbe compiersi nel corso della prima settimana di gennaio, la prima del 2023. Torneranno freddo e neve in pianura? Sicuramente no, ma quantomeno torneranno condizioni di maggior instabilità ed un po’ di pioggia che sarebbe indispensabile per diverse nostre regioni.
Il periodo di riferimento è quello tra 3 e 5 gennaio, momento in cui potrebbe inserirsi nel Mediterraneo centrale una perturbazione atlantica in rapido scorrimento da ovest verso est. Nulla di statico, nulla di particolarmente violento, bensì piogge sparse a tratti modeste che potrebbero bagnare dapprima il nord e a seguire anche le regioni tirreniche del centro e del sud.

A mostrare questo cambiamento ci ha pensato dapprima il modello americano GFS, poi anche l’europeo ECMWF ha captato questa possibilità.

L’anticiclone africano comincerà a perdere colpi tra 2 e 3 gennaio, momento in cui le prime piogge invaderanno il nordovest. A seguire, tra 3 e 4 gennaio, le piogge si estenderanno anche al lato tirrenico centro-meridionale e in modo più sporadico potranno anche raggiungere i settori adriatici. Il 5 gennaio le ultime piogge interesseranno il sud, mentre altrove avremo un graduale miglioramento.

Grazie ad un graduale calo termico ritornerà la neve prima sulle Alpi e poi in Appennino, seppur a quote piuttosto alte. Difficile ad ora parlare di quote neve, ma presumubilmente i fiocchi bianchi scenderanno solo oltre i 1300-1400 metri di altitudine considerando anche che veniamo da un periodo piuttosto mite.
Autore : Raffaele Laricchia