00:00 15 Ottobre 2003

Siccità al centro-nord: in crisi castagne e funghi!

Quest’anno la mancanza di precipitazioni si ripercuoterà non poco sulla raccolta delle castagne e dei funghi, soprattutto al centro-nord.

Prati sempre più gialli, foglie degli alberi già cadute da un pezzo, con le lettiere dei boschi che assomigliano a lande polverose, senza un minimo di umidità. La siccità al centro-nord non conosce termine quest’anno.

Qualche pioggia in verità è caduta, ma è stata spesso mal organizzata e seguita da molti giorni di Tramontana e tempo secco, con un beneficio per il terreno assai modesto.

La mancanza delle perturbazioni atlantiche comincia in qualche caso a farsi preoccupante e la secchezza delle campagne e dei boschi ne è una palese testimonianza.

Inutile dire che in queste condizioni il beneficio per il terreno è risultato minimo. Per avere dei miglioramenti servirebbe una pioggia convinta, seguita da un periodo umido, con altre precipitazioni, magari anche intermittenti.

La perdurante siccità inoltre ha limitato, se non addirittura compromesso, la nascita dei funghi e la regolare maturazione delle castagne.

Solo con un apporto piovoso degno di nota, seguito da un periodo di tempo umido e piuttosto caldo, le ife fungine possono formare i “carpofori” che altro non sono che i corpi fruttiferi delle ife stesse; questi vengono chiamati impropriamente funghi, ma il fungo, in verità, è tutto l’apparato di miceli presente nel terreno e non solo il carpoforo.

Anche le castagne, quest’anno, si presentano di qualità estremamente scadente su molte zone del centro-nord; i castagni, di norma, vivono in ambienti di media montagna e particolarmente umidi.

La mancanza di pioggia ha ridotto l’assorbimento dal terreno dei nutrienti da parte degli apparati radicali dei castagni e le castagne stesse si presentano molto piccole e di qualità non eccezionale.

Addirittura, in alcuni casi, si assiste alla caduta di ricci completamente secchi, privi persino del frutto al loro interno.

In poche parole, la mancanza di precipitazioni si sta ripercuotendo anche sulle bontà tipiche dell’autunno. Per la nascita dei funghi, comunque, c’è ancora tempo. Se dovesse piovere in maniera convincente entro breve tempo, forse la crescita di queste autentiche meraviglie della natura non sarebbe del tutto compromessa.
Autore : Paolo Bonino