00:00 16 Ottobre 2003

Toglietemi tutto ma non TORINO d’inverno

Lo sfogo di un appassionato...

Siamo a dicembre: “Papà, andiamo in montagna?” domanda la figlioletta con lo sguardo tenero, la moglie rincara la dose: “perchè invece non andiamo a fare una bella crociera sul Nilo? Sarà un Natale alternativo”.

Per un amante della neve e dell’inverno queste parole hanno lo stesso effetto di una pugnalata alle spalle: abbandonare Torino? In pieno inverno? Giammai! Tradire il Generale dopo tanti mesi di attesa, perdersi una fitta nevicata cittadina per una sciatina sulle piste di Champoluc o una noiosa crociera sul Nilo?

Mettere un meteofilo al lavoro in una stanza senza finestre o portarlo al caldo quando sta per vivere il momento più freddo e dunque emozionante dell’anno, è il peggior dispetto che potresti fargli, una vera cattiveria che potrebbe anche farlo cadere in una terribile crisi depressiva.

Una nevicata in città, specialmente a Torino, ripaga di tanta fatica, è il momento più sublime di tutta la stagione. Bisogna goderselo sino allo spasimo, non si dorme quando nevica, non si può lavorare quando nevica, non conta più niente quando nevica, non esiste tv, cinema, giornale, moglie, figlia, dentista, meccanico, riunioni, tutto è annullato!

Se chiedessero all’appassionato di pagare un abbonamento altissimo per veder nevicare una volta al mese non esiterebbe a delapidare tutto il suo patrimonio. La neve in città però costa il doppio ed è quella che piace di più: la vedono tutti, ne parlano tutti, diverte o infastidisce tutti, trasforma Torino in una succursale di Mosca, trasmette voglia di vivere.

Mai lontano da Torino d’inverno: “caro, dobbiamo andare a trovare la zia Franca a Ventimiglia”, mentre si profila un’irruzione di aria gelida. Si sente un “nooo” fantozziano e un’implorazione di pietà.
Perdere un solo giorno di inverno a Torino è un danno gravissimo alla psiche del meteoappassionato, tanto più grave quanto la località è prossima al mare. Solo la proposta di un viaggio in Scandinavia con tanto di minicrociera in rompighiaccio e visita al villaggio di Babbo Natale, potrà in qualche modo rendere meno forte il distacco con la Mole Antonelliana.
Autore : Alessio Grosso