Tornano le LEONIDI!
Grande spettacolo in queste serate novembrine 2004.

Questa sera dalla mezzanotte, si potranno osservare
le “stelle cadenti” appartenenti allo sciame delle Leonidi.
Nel corso della seconda decade di Novembre, la Terra
percorre quel tratto di orbita che interseca la scia di una cometa periodica: la 55P/ Tempel Tuttle.
La Cometa, che compie un’orbita attorno al Sole ogni 33 anni, “dissemina” nel sistema solare ingenti quantita’ di materiale costituito da gas, polveri, ghiaccio, roccia, e metalli che, impattando con l’atmosfera terrestre, eccitano i gas che la compongono generando la tipica scia luminosa delle meteore.
Lo sciame meteorico sembra provenire o diramarsi da un punto preciso situato nella costellazione del Leone e di conseguenza
catalogato come sciame delle “Leonidi”.
In realta’ e’ la Terra che, orbitando attorno al Sole procede
in quella direzione, verso quella nube di particelle, come un auto in corsa che affoga in un banco di nebbia.
Ma a volte anche la nebbia si muove con un moto proprio, che se sommato a quello dell’auto in corsa, porta ad amplificare e
modificare la direzione e la velocita’di marcia percepita dal guidatore. Proprio per la somma delle velocita’ dei due “corpi celesti” e la differenza dell’inclinazione dei due piani orbitali,
le Leonidi detengono il primato delle meteore piu’ veloci, la “Formula 1 delle Stelle Cadenti”.
La loro velocita’ e’ di cira 71 chilometri al secondo ed il loro peso varia da pochi grammi a qualche Kg; ma un frammento del peso di 1 grammo che entra in collisione con la nostra densa atmosfera a ben 250.000 K/h, sprigiona un’energia pari a quasi 1Kg di Tritolo !
Non si tratta di un evento eccezionale dato il modesto
quantitativo di meteore/ora, ma vale la pena di tentare un’osservazione.
Male che vada, una volta tanto, ci si puo’ perdere nell’infinito spazio dell’universo.
Si consiglia di osservare l’evento da un sito elevato, privo di illuminazione artificiale, con un’ampia visuale sull’orizzonte e non per ultimo, coprirsi bene con un abbigliamento adeguato alle basse temperature notturne.
Ma attenzione, i dati ed i calcoli per determinare la quantita’ e densita’ del materiale disseminato dalla Cometa lungo il piano orbitale terrestre non sono esenti da possibili errori e quindi le sorprese sono sempre in agguato.
In bocca al lupo (senza che crepi) e buona visione !
Autore : Luca Savorani, Gruppo Rigel
