00:00 19 Settembre 2012

Artico con poco ghiaccio, inverno freddo o mite per l’Italia?

Molte discussioni aperte da tempo fanno eco ad alcuni studi che si servono dei modelli di simulazione per trovare il bandolo della matassa. Per ora solo ipotesi: quella di un inverno leggermente più freddo della norma sull'Italia è una di queste ma solo a patto che alcuni importanti indici climatici (teleconnettivi) funzionino a dovere.

Artico con poco ghiaccio, inverno freddo o mite per l’Italia?

 Artico senza fiato, inverno freddo sull’Europa e sull’Italia? Mentre la vasta schiera dei meteoappassionati si confronta su vari pareri, il mondo scientifico tenta di venirne a capo a colpo di simulazioni modellistiche. Risultato: per ora soltanto ipotesi.

Vero, quella di un inverno 2012-13 che potrebbe risultare un po’ più freddo della norma su alcuni Paesi europei, Italia compresa, non è da scartare, ma neanche da prendere come oro colato. Vi spieghiamo perchè: Anzitutto la reazione dell’atmosfera alle anomalie di temperatura degli oceani necessita di alcuni mesi per manifestarsi esplicitamente.

L’oceano Artico da parte sua, mostra una minore salinità e il rilascio di acque più fredde, frutto della forte fusione estiva, elementi che vanno ad alimentare in profondità i nastri convogliatori, modificando lo scorrimento di acque più calde in superficie. Basta questo a forzare l’impronta del nostro prossimo inverno? Assolutamente no, ma c’è comunque da fare un’importante osservazione.

L’attuale dislocazione di alcuni indici climatici cosiddetti predittandi, ovvero che statisticamente portano con maggior probabilità a determinate conseguenze, è favorevole a disegnare lungo l’emisfero situazioni tipiche degli inverni freddi. La circolazione dei venti nella stratosfera ad esempio (indice QBO negativo) potrebbe contare sull’accoppiata di un attività solare debole (pur con ciclo in pieno svolgimento) per dar luogo a significativi scambi meridiani di masse d’aria.

Ciò significherebbe la maggior probabilità di inserimento di masse d’aria artiche verso le medie latitudini. A questo va aggiunto l’appoggio dato dalla più importante oscillazione climatica mondiale, l’ENSO, che contempla i fenomeni di Nino e Nina, attualmente leggermente a favore di un debole Nino. In tal caso una fase neutra o leggermente sbilanciata verso il Nino non opporrebbe resistenza da parte degli anticicloni subtropicali e l’inverno potrebbe fare la sua parte.

Un ultima osservazione riguardo gli scambi meridiani: è una situazione che, se potenzialmente porta alle medie latitudini inverni da leone, bene non fa proprio allo stesso Artico. La zona circumpolare infatti in queste situazioni viene interessata da una circolazione ciclonica blanda caratterizzata anche da anomali riscaldamenti. Insomma la coperta del freddo sarà sempre troppo corta, ma questo non deve stupire: è nient’altro che il clima dei nostri giorni.

Autore : Luca Angelini