00:00 13 Febbraio 2023

Meteo: GROSSO, “la situazione è INQUIETANTE ma si vede la via d’uscita PERTURBATA”

Tradizionale intervista al nostro esperto Alessio Grosso sull'evoluzione del tempo sino ai primi giorni di marzo.

Meteo: GROSSO, “la situazione è INQUIETANTE ma si vede la via d’uscita PERTURBATA”

 

REDAZIONE: torna l’anticiclone, uno spettro che in inverno si ripresenta ormai spesso dalla fine degli anni 80.
GROSSO: l’anticiclone c’è sempre stato, ma non è stato così invadente e persistente come dal periodo citato. Di stagioni orrende ne abbiamo vissute tante, troppe: le peggiori vanno sempre in coppia 88/89, 89/90, 98/99, 99/2000, poi c’è il 94/95, senza contare gli ultimi inverni, che sono stati a dir poco disastrosi. Poi è chiaro che non deve piovere o nevicare a comando solo perchè siamo in inverno, anzi l’inverno per il nord è la stagione mediamente più secca, ma adesso il secco è diventato estremo, specie sul Piemonte e la Valle d’Aosta per la loro ubicazione geografica.

REDAZIONE: le prospettive per i prossimi anni saranno queste?
GROSSO: le prospettive sono pessime, semplicemente perchè ormai l’anticiclone c’è quasi tutto l’anno, è questo che inquieta; c’è l’anticiclone settembrino potentissimo, dopo un’estate comunque all’insegna dell’anticiclone africano, che ad inizio anni 80 stava in nostra compagnia per al massimo 3/4 giorni, ora ci sta settimane senza che ci si stupisca più di niente, c’è l’anticiclone che arriva per Natale e la stagione chiude per ferie almeno sino a fine febbraio, salvo qualche irruzione fredda occasionale, come quella appena vissuta, che porta neve essenzialmente su medio Adriatico e meridione. Con queste premesse la situazione nei prossimi anni potrebbe ulteriormente peggiorare, ma per fortuna nessuno conosce gli oscuri disegni del clima, che ricordiamo segue i suoi cicli, ma anche se tutto dipendesse solo ed esclusivamente dalle attività dell’uomo, cosa che io come sapete non riesco ad accettare acriticamente, il clima non potrà scaldarsi all’infinito, perchè ad ogni azione, prima o poi, ne corrisponde una uguale e contraria. Non posso pensare ad una Terra travestita da Venere. 

REDAZIONE: se non dovesse piovere nemmeno a marzo la situazione per alcune regioni potrebbe farsi molto pesante.
GROSSO: la natura non soffre così tanto durante il trimestre invernale, ma certamente se non piovesse anche a marzo o ad aprile le conseguenze sarebbero serie, perchè poi difficilmente ormai transitano fronti perturbati organizzati, in grado di dispensare pioggia su vasta scala. Da parecchio ormai non si assiste al classico transito di una seria ed intensa perturbazione atlantica, sono sempre più merce rara e se non arrivassero nemmeno in primavera, sarebbe drammatico.

REDAZIONE: ma ci sono possibilità di uno spostamento dell’anticiclone nella terza decade di febbraio?
GROSSO: si, l’abbiamo scritto ormai in diversi articoli. C’è la possibilità di un graduale spostamento dei massimi pressori verso nord e di conseguenza si aprirebbe un varco per l’inserimento di saccature, di aria fredda, con risvolti perturbati. I disturbi potrebbero cominciare dopo il 20, ma assumere maggiore importanza dopo il 25.

REDAZIONE: ma si parla di un’irruzione fredda o di un intervento da parte dell’Atlantico?
GROSSO: l’idea è quella di un inserimento freddo da nord, che dia il là al cambiamento con ritorno a temperature invernale, un po’ di pioggia e un po’ di neve, ancora di difficile localizzazione, poi se dovesse arrivare l’Atlantico con le sue perturbazioni tanto di guadagnato. 

REDAZIONE: ma qual è il problema del nord-ovest? Perchè non piove mai lì?
GROSSO: per la posizione che occupano queste regioni è necessario che si scavi una depressione tra la Costa Azzurra e la Liguria e vengano richiamate correnti sciroccali, ormai sempre più rare, oppure per la Valle d’Aosta sono necessarie correnti molto umide da WSW, ma anche queste mancano da parecchio. Senza perturbazioni atlantiche e senza depressioni queste zone, salvo qualche temporale estivo, rimarranno spesso in ombra pluviometrica, con il SW in Piemonte solo sull’estremo est e nel sud della regione, ma non a W, quindi Torino ad esempio resta costantemente a secco.

REDAZIONE: si diceva che, con il riscaldamento globale, l’Europa sarebbe diventata un freezer in inverno e invece...
GROSSO: se ne dicono tante. Si supponeva che le grandi correnti occidentali miti si sarebbero inceppate con l’indebolimento dell’attività del vortice polare, invece scorazzano ancora indisturbate nel nord del Continente, il problema è sempre la presenza di questi mastodontici, indomabili ed imbattibili anticicloni che dominano la scena per mesi, annullando il tempo atmosferico. 
 

Autore : Redazione di MeteoLive.it