00:00 25 Gennaio 2023

IL TEMPO: quanti colpi ha ancora in canna L’INVERNO?

E' ormai risaputo che l'inverno attraversi una crisi profonda dalla quale nessuno sa se riuscirà davvero a risollevarsi, anche se qualche segnale in questo gennaio c'è stato. Ma ora, cosa ci aspetta? Torneremo al solito "invernicchio" pronto a cedere il passo alla primavera, oppure no?

IL TEMPO: quanti colpi ha ancora in canna L’INVERNO?

IL PUNTO
L’inverno ha mostrato cenni di risveglio dalla metà del mese sino ad oggi e resterà ancora sulla breccia sino a fine mese. Sul più bello però potrebbero riaffacciarsi sia le forti e miti correnti occidentali, sia l’anticiclone delle Azzorre, e cosi da febbraio si tornerebbe a vivere la classica sensazione sgradevole dell’invernicchio, il finto inverno che per troppi anni ha accompagnato la nostra vita.

ANDIAMO CON ORDINE, cosa accadrà da qui a domenica 29 gennaio?
E’ attesa un’altra moderata irruzione di aria fredda che andrà ad approfondire nuovamente un minimo di pressione al suolo sul meridione, che potrà generare instabilità al sud e sul medio Adriatico. Sono attese deboli nevicate sino a 300-400m su Abruzzo, Molise, Lucania, rovesci sparsi sul resto del sud, tempo migliore sul resto del Paese ma clima freddo. Domenica 29 il tempo migliorerà ovunque e le temperature massime torneranno ad aumentare. Qui una mappa barica che descrive la situazione prevista per la notte tra venerdì 27 e sabato 28 gennaio:

E IL PASSAGGIO di MARTEDI 31 gennaio è confermato?
Una perturbazione riuscirà ancora a presentarsi da nord prima dell’inserimento dell’anticiclone da ovest. Essa già lunedì sera 30 gennaio, porterà importanti nevicate su Austria, Svizzera ed alta Savoia, coinvolgendo marginalmente i settori confinali italiani dall’alta Valle d’Aosta, alla Formazza, alla valle di Livigno, alla zona Brennero sino all’Aurina. Il foehn è atteso martedì mattina in Valpadana, quindi zero precipitazioni a sud delle Alpi, mentre il fronte si riformerà all’altezza delle regioni centrali, dove si scaverà un minimo pressorio in rapido movimento dal Tirreno allo Jonio con conseguente moderato maltempo tra basso Lazio, medio Adriatico, isole maggiori e meridione con limite della neve sui 500m in Appennino e venti sostenuti, specie in Sardegna, qui la mappa del modello europeo prevista per il pomeriggio del 31:

PRIMI di FEBBRAIO: riecco l’anticiclone ma anche le forti correnti occidentali!
Una notevole accelerazione della corrente a getto, quel fiume d’aria che corre sopra le nostre teste a 10km di altezza allungherà verso di noi l’anticiclone ma all’altezza dell’Europa centrale scorreranno veloci impulsi perturbati atlantici, riusciranno ad interessarci? Questa intanto la carta barica prevista da quasi tutti i modelli per sabato 4 febbraio: aria mite sull’Italia e solo qualche modestissimo disturbo al nord:

E NON POTREBBERO COMUNQUE PASSARE DELLE PERTURBAZIONI PIOVOSE SULL’ITALIA? 
Si è possibile che nel corso della prima decade di febbraio il flusso perturbato atlantico si abbassi di latitudine sino a portare precipitazioni sul nostro Paese, ma non è affatto certo, anche se qualche segnale in tal senso c’è. 

E NON SI PREVEDE ALCUN COLPO di SCENA che cambi questo scenario un po’ mesto?
Per la verità il modello americano questa sera se n’è uscito con un’emissione davvero pazza che avrà fatto sobbalzare gli amanti del freddo. Dal 5 febbraio ha previsto la fuga verso nord dell’anticiclone e l’inserimento di aria gelida di estrazione artica continentale direttamente sul nostro Paese dai quadranti orientali. Una situazione che vi mostriamo in questa mappa emisferica a 5500m di quota che mette in evidenza proprio questa retrogressione fredda, senza peraltro che intervenga uno sconquasso del vortice polare, ma solo il posizionamento dell’anticiclone sulla Scandinavia. Tale eventualità al momento ha un’attendibilità estremamente bassa:

La mostriamo però sia perchè è la mappa che viene ufficializzata al grande pubblico e non una corsa, come dire, sperimentale del modello. In secondo luogo, chi mi legge da molti anni su MeteoLive e si è fatto vecchio insieme a me, ricorderà questo riferimento ai vangeli che spiega il motivo di questa pubblicazione: "la pietra scartata dai costruttori è diventata testata d’angolo", nel senso che un’emissione snobbata, potrebbe in realtà essere il segnale di un drastico cambiamento dello schema barico europeo. Dunque: non lasciamo nulla al caso ma razionalmente e obiettivamente per ora siamo lontani da questa evoluzione.

RIASSUMENDO
Ci aspettano ancora due situazioni di normalità invernale, perchè alla fine di questo si tratta con qualche risvolto nevoso a bassa quota al sud e sul medio Adriatico, da inizio febbraio è assai probabile il ritorno dell’anticiclone, ma non con un dominio assoluto, bensì con probabili situazione di variabilità atlantica, che si traducono in qualche precipitazione a tratti, in un contesto termico relativamente mite. Vedremo se sarà davvero così. Seguite i nostri aggiornamenti!

 

Autore : Alessio Grosso