GROSSO: “piogge di maggio fondamentali ma non scontate!”
Tradizione intervista settimanale al nostro Alessio Grosso.


REDAZIONE: possiamo dire che per ora la stagione primaverile non ha quasi per nulla compensato la lunga fasi di stasi anticiclonica invernale con fasi perturbate particolarmente rilevanti.
GROSSO: è vero, pensavamo che tutto il freddo accumulato sul Polo prendesse almeno in parte la strada delle basse latitudini, scatenando autentiche tempeste fuori stagioni in Europa o fasi di maltempo particolarmente intense, cosi non è stato. Il freddo si è presentato invece in modo irregolare, limitandosi peraltro a colpire soprattutto l’est europeo e nemmeno in modo particolarmente crudo come era invece lecito attendersi.
REDAZIONE: mancano quasi totalmente all’appello i temporali e siamo a fine aprile, soprattutto al nord non si è ancora sentito il rombo del tuono.
GROSSO: l’aria fredda e secca di matrice artica continentale e poi polare continentale, che ci ha raggiunto anche nei bassi strati nel corso delle scorse settimane, ha molto limitato la convezione e dunque la formazione di focolai temporaleschi sulle nostre regioni. Di per sé questa non è una cattiva notizia; temporali precoci sottendono una stagione che parte già calda, ma è altrettanto vero che tutto aiuta a ridurre il deficit precipitativo. Con l’instaurarsi di una circolazione occidentale e dunque con apporti di aria polare marittima o artica marittima, entrambe decisamente più umide ed instabili, le cose cambiano di molto.
REDAZIONE: dunque la seconda parte della primavera potrebbe regalarci quelle precipitazioni che nella prima hanno decisamente stentato?
GROSSO: è possibile ma non automatico, le famose piogge di maggio non sono mai scontate, anche se statisticamente molto probabili. E’ altresì possibile che la dinamicità della primavera si estenda almeno alla fase iniziale di giugno, come accaduto più volte in passato. Insomma c’è tempo per arginare l’emergenza idrica e già questa depressione su alcune regioni ha fatto il suo dovere, su altre però molto meno o per nulla.
REDAZIONE: tutti guardano all’estate come la stagione che decreterà con il suo calore la sconfitta del coronavirus, è pensabile?
GROSSO: il caldo intenso è certamente un nemico dei virus, cosi come lo è il freddo intenso (a patto di restare ben coperti) ma entrambi non servono a nulla se non verranno mantenute quelle norme di buon senso, che molti mal sopportano già ora (mascherine, distanziamento, limitazione degli assembramenti). La luce, le lunghe giornate, l’atmosfera vacanziera che subentra tra luglio e agosto mettono ottimismo, danno fiducia e inducono a pensare che il peggio sia alle spalle, ma sarebbe un errore buttare al vento tutti gli sforzi fatti per superficialità, anche perché in autunno torneranno "i fantasmi", insieme al buio, alle giornate grigie, potrebbe riaffacciarsi l’ansia di ricontrarre il covid. Al primo raffreddore, alla prima tosse, tutti saranno preoccupati, come del resto è umano che sia. Ecco, per viverla meglio, dovremo arrivare a settembre con il più basso numero di contagi e vittime possibile, questo ci darà fiducia.
Autore : Alessio Grosso
