00:00 4 Agosto 2018

MALTEMPO: violenta tempesta di sabbia e vento a Phoenix, Arizona

Immagini sorprendenti arrivano in queste ore dagli Stati Uniti, laddove una violenta tempesta di sabbia e vento innescata dalle correnti discendenti di alcuni temporali, hanno investito un'ampia porzione di territorio, includendo anche l'area metropolitana di Phoenix.

MALTEMPO: violenta tempesta di sabbia e vento a Phoenix, Arizona

Prendono il nome di "Haboob", una parola di origine araba che significa letteralmente "soffiare". Vengono chiamate così le tempeste di sabbia che si verificano nelle aree desertiche del Sahara e del Medio Oriente. Questo termine viene però utilizzato anche per indicare fenomeni di natura analoga che si verificano negli Stati Uniti sud-occidentali, ne risultano particolamente colpiti Texas, New Messico, Nevada ed Arizona. In queste immagini, una spettacolare tempesta di sabbia, la seconda nell’arco di pochi giorni, ha colpito venerdì il deserto dell’Arizona. Ne è stata coinvolta appieno anche l’area metropolitana di Phoenix con ventilazione intensa e visibilità alquanto ridotta. Un aeroplano sorvola la città immortalando il momento più spettacolare della tempesta. 

Il fronte di color ocra, compatto e denso nella sua inesorabile avanzata, prende origine dal sollevamento di sabbia e pulviscolo operato dalle correnti discendenti che si verificano all’avanzata oppure alla dissipazione di un fronte temporalesco che può essere collocato anche a diversi chilometri di distanza.

I temporali, spesso e volentieri accompagnati da scarse precipitazioni, sono quindi i principali responsabili di questo inusuale spettacolo della natura che ogni anno non manca di stupire le località desertiche degli Stati Uniti. Non sono mancati i disagi: migliaia di persone sono rimaste senza corrente elettrica, inoltre si sono verificati considerevoli disagi negli aeroporti, numerosi sono stati i voli cancellati ed i ritardi. La visibilità in molti casi fortemente ridotta, nei momenti più intensi della tempesta anche al di sotto dei 400 metri.

Autore : William Demasi