MODELLO EUROPEO: manovre di INVERNO a fine novembre
Una vistosa figura di BASSA pressione promette di riportare condizioni atmosferiche instabili e fredde non soltanto in Europa ma anche sul nostro Paese. Vediamo la linea di tendenza generale, avvalendoci della previsione messa in luce dal modello europeo ECMWF.

Continuano ad arrivare importanti conferme sull’esordio di una fase atmosferica pienamente invernale sull’Europa. Questa mattina il modello europeo sembra avere le idee particolarmente chiare e conferma una previsione che rimane tale e quale ormai da diversi aggiornamenti. Negli ultimi giorni di novembre assisteremo allo sviluppo di una vistosa onda di Rossby sull’Europa; merito di tutto questo, una forte azione di disturbo a carico del Vortice Polare, laddove ritroveremo una figura di alta pressione prevista in espansione verso le estreme latitudini settentrionali dell’oceano Atlantico. A livello polare, questo anticiclone avrà una componente termica al suolo e dinamica ai livelli superiori, andando così a completare il quadro di una circolazione fortemente meridiana. Giocoforza, se da una parte abbiamo aria calda che sale, dal lato opposto abbiamo aria fredda che scende, e così ecco palesarsi per l’Europa in questa parte conclusiva di novembre, una azione instabile di natura artica.
Cosa dovremo aspettarci in ambito NAZIONALE?
A sancire l’esordio di questo periodo instabile vi sarà una perturbazione al centro ed al nord tra domenica 26 e lunedì 27 novembre. Le precipitazioni in questo frangente ancora accompagnate da temperature elevate, conquisteranno le regioni di nord-ovest e soprattutto la Liguria, i settori alpini e prealpini orientali e poi le centrali tirreniche. Lunedì 27 la rotazione del vento dai quadranti nord-occidentali, introdurrà l’aria moderatamente fredda artica sul Mediterraneo.
Da questo raffreddamento dipenderanno gli sviluppi della perturbazione successiva, attesa tra martedì 28 e giovedì 30 novembre. Se il profilo della colonna d’aria fosse sufficientemente freddo, al settentrione i fiocchi di neve potrebbero spingersi sino in pianura.
Quanto farà FREDDO?
Trattandosi di una massa d’aria ARTICA, i valori ad essa associati non saranno particolarmente eclatanti, non dovremo aspettarci alcuna particolare performance del gelo alle quote pianeggianti mentre invece farà freddo alle quote di montagna sia sull’Appennino che soprattutto sulle Alpi.
Tale massa d’aria tende infatti ad essere mitigata negli strati prossimi al suolo poiché costretta ad attraversare tratti di mare, perdendo la sua "continentalitá". In quota le caratteristiche originarie vengono però conservate perfettamente e questo viene a creare un elevato gradiente di temperatura verticale.
In poche parole una massa d’aria INSTABILE, dalle conseguenze imprevedibili una volta che quest’ultima sopraggiungerá sul Mediterraneo, soprattutto riguardo la collocazione dei relativi minimi di pressione al suolo che in contesti molto freddi in quota, tendono a generarsi con grande facilità.
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Autore : William Demasi
