00:00 21 Novembre 2017

MODELLO EUROPEO: al via una nuova fase ARTICA sul Mediterraneo, ma con quali conseguenze?

Una nuova svolta della circolazione atmosferica europea in questa parte conclusiva di novembre: cominceremo con la perturbazione di domenica 26 e lunedì 27 per poi andare a finire dove? Analisi dettagliata sul tempo che verrà.

MODELLO EUROPEO: al via una nuova fase ARTICA sul Mediterraneo, ma con quali conseguenze?

Nel brevissimo termine il nostro Paese sperimenterà una fase atmosferica particolarmente mite, nella quale ritroveremo flussi di correnti sud-occidentali a cavallo tra la fascia degli anticicloni posta alle latitudini mediterranee e la figura di bassa pressione distesa dall’oceano Atlantico, il Regno Unito e la Penisola Scandinava. Trattasi quindi di una circolazione neanche troppo instabile ma che anticiperà di alcuni giorni l’ingresso di una perturbazione sui settori centrali europei tra domenica 26 e lunedì 27 novembre. Sarà questa la primissima manifestazione in un cambio della circolazione atmosferica che riporterà le masse d’aria fredde artiche sull’Europa e sul Mediterraneo. 

L’azione instabile vista questa sera dal modello europeo, assume toni di una certa importanza; l’intrusione d’aria calda nella regione polare riuscirebbe a spingersi alle estreme latitudini settentrionali dell’oceano Atlantico e la Groenlandia, la controrisposta porterebbe alla creazione di un’onda di Rossby estremamente pronunciata sull’Europa. 

L’apporto d’aria fredda all’interno della struttura sarebbe considerevole e riporterebbe sul nostro continente uno standard sicuramente più vicino all’inverno, sebbene sull’est Europa e soprattutto sulla Russia, cioè lungo il lato ascendente di questo grande scambio meridiano, i valori termici sarebbero soggetti ad una risalita

Quanto durerà?

Allo stato attuale, l’aggiornamento del modello europeo amplifica gli effetti della fase artica sull’Europa, accentua l’onda di Rossby e regala alcune giornate di fine novembre all’insegna di una circolazione piuttosto fredda ed instabile dal sapore invernale. Naturalmente è ancora impossibile scendere nel dettaglio, stabilire quali valori termici verranno effettivamente toccati e ragionare sulla posizione dei relativi minimi di bassa pressione sul territorio europeo.

Questa fase dovrebbe persistere almeno sino a quando non vi sarà un rinforzo tale di gradiente sull’oceano Atlantico da spingere l’anticiclone nuovamente a preferire le latitudini d’Europa; ciò dovrebbe verificarsi approssimativamente nella prima decade dicembrina ma ci siamo spinti già troppo in là. 

Nel frattempo soffermiamoci a comprendere gli effetti della fase artica prossima ventura sul nostro Paese, vi potrebbero essere senza dubbio degli spunti di interesse. 

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Autore : William Demasi