Febbraio potrebbe risultare piuttosto freddo ed instabile sin verso la terza decade
Superata la fase squisitamente invernale che caratterizzerà il tempo a cavallo tra questa settimana e la successiva, l'atmosfera faticherà a rimarginare la ferita. Continui impulsi di aria fredda ed a tratti instabile, influenzeranno il tempo sin verso la terza decade di febbraio.

L’anticiclone delle Azzorre, in linea con la graduale perdita d’importanza del ramo canadese del Vortice Polare, resterà defilato tra l’estrema Europa occidentale e l’oceano Atlantico per diversi giorni ancora. Una volta superata la fase di tempo instabile e perturbato che caratterizzerà buona parte della settimana prossima, nemmeno spingendoci a lungo termine la situazione atmosferica sull’Europa pare volgere al buono.
L’anticiclone oceanico dalla sua roccaforte atlantica determinerà un eccesso di geopotenziale ad ovest dell’Europa, favorendo di riflesso la discesa di continui impulsi di aria fredda. Questi impulsi potrebbero rinnovare condizioni di spiccata instabilità su diversi settori del Paese.
Al momento i modelli si dividono a metà strada tra il prevedere sull’Europa azioni fredde di natura continentale o artico-marittime. Gli effetti di queste due circolazioni fredde sul continente e sul Mediterraneo sarebbero ovviamente differenti.
Al momento ci sentiamo di sposare maggiormente l’ipotesi artica. La stagione ormai avanzata e la posizione che nei prossimi giorni verrà assunta dall’anticiclone delle Azzorre sull’Atlantico, favorirà sull’Europa un azione abbastanza decisa di masse d’aria in discesa da nord o da nord-ovest.
Tuttavia non bisogna nemmeno sottovalutare la variante "continentale" di quello che potrebbe essere il comune denominatore del tempo sin verso la terza decade del mese. In questo caso ci penserebbe un moderato flusso di venti nord-orientali a mantenere l’Europa ed il Mediterraneo raffreddati sin verso il termine dell’inverno meteorologico. Nel caso in cui a dettar legge fossero venti di estrazione continentale, il tempo risulterebbe piuttosto freddo ma secco al settentrione, sulle regioni centrali e meridionali l’atmosfera riserverebbe il suo volto più instabile e vivace.
L’unico indizio più sicuro che abbiamo sul futuro, sarà legato alla sostanziale mancanza dell’anticiclone delle Azzorre sul nostro continente. Una circolazione di venti settentrionali od al più nord-orientali saranno con tutta probabilità i due pattern dominanti dell’ultimo mese invernale per antonomasia.
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Autore : William Demasi
