CALDO: il bambino colto da malore in gita…
Disgrazia tremenda, ma bastava un po' di buon senso da parte del sacerdote.

Da organizzatore di tante escursioni naturalistiche per ragazzi in montagna, mi sento di fare qualche considerazione su quanto avvenuto ieri in provincia di Prato. Da bambino ricordo sacerdoti piuttosto fissati con esagerate escursioni in alta montagna; si camminava per ore, anche sotto il sole, pur di raggiungere la meta stabilita e qualcuno tra di noi, specie le ragazzine, andavano spesso in difficoltà.
Questo genere di escursioni diventavano talvolta un tormento per molti, senza dimenticare quelle (non tante ma nemmeno poche) in cui si finiva per essere sorpresi dal temporale e ci si precipitava a valle a tutta fretta con i fulmini che cadevano non molto distanti da noi. Finchè andava tutto bene ok, quando ci scappava la tragedia emergeva tutto il dilettantismo e la superficialità di simili scelte. (vedi articolo di MeteoLive sulla tragedia del 17 luglio 91).
https://www.meteolive.it/news/In-primo-piano/2/La-tremenda-tragedia-del-17-luglio-91-nelle-Alpi/33358/ ).
Non bisogna però generalizzare. Molto spesso le gite erano e sono anche oggi ben pianificate, adatte alle diverse età dei ragazzi, didattiche, divertenti, con punti di ristoro stabiliti durante il percorso, preferibilmente all’ombra del bosco, oltretutto nel corso degli anni c’è stata maggiore attenzione verso questo tipo di escursioni, che sono curate da molte parrocchie e da centri naturalisti fin nei minimi dettagli e prevedono anche riposo, svago e pranzo all’interno di un rifugio.
Ogni ragazzo, oltre all’autorizzazione a partecipare alla gita, dovrebbe fornire alla Parrocchia, all’atto dell’iscrizione all’oratorio estivo o alla colonia, un certificato di sana e robusta costituzione; sta comunque al buon senso del Parroco, vista la giornata particolarmente calda, evitare di sfinire i ragazzi con una passeggiata inadeguata, troppo lunga, sotto il sole cocente, per la quale certamente molti di loro non erano allenati, soprattutto chi si porta dietro qualche kg di troppo, e alla loro età sono molti.
C’è poi un eccessivo ricorso a responsabilizzare eccessivamente i ragazzi delle scuole superiori, elevati al rango di assistenti educatori, che incalzano i bambini più piccoli e li costringono a camminare. anche se magari sono a corto di fiato. Gli adolescenti non riescono a comprendere pienamente le problematiche fisiche e i limiti di bambini delle elementari o delle scuole medie e spesso li rimproverano in malo modo; da qui la situazione si esaspera e le cose peggiorano. Del resto alla Parrocchia costoro fanno molto comodo, hanno costi zero e, in qualche modo, danno una mano…
Tanti bravi educatori però così restano a casa e inevitabilmente, qualche volta ci scappa il morto. Nel mio team c’era sempre un’educatore ogni 10 ragazzi ed uno di appoggio supplementare, e i bimbi erano tutti divisi per fasce d’età, oltretutto avevamo sempre un kit di pronto soccorso a portata di mano e non si lasciava mai nulla al caso; nonostante tutto venisse svolto senza strafare, qualcuno accusava crampi o sintomi di affaticamento. In questo caso l’educatore "jolly" rientrava con chi non si sentisse di affrontare l’escursione.
Autore : Alessio Grosso
