Freddo da est tardivo ancora in agguato?
Il modello inglese prova a descrivere uno scenario invernale tardivo per i Balcani e parte dell'Italia sul lungo termine.

Lo scrissi anche qualche giorno fa: "se qualcosa dovesse arrivare sull’Italia di serio è più probabile che giunga da est, piuttosto che da ovest". Se si eccettua il moderato peggioramento atteso tra lunedì e martedì al settentrione per quella saccatura "strozzata" in arrivo dalla Francia, i riflettori del modello inglese sembrano nuovamente accendersi su una possibile retrogressione di aria fredda da est intorno al 25-26 del mese.
Infatti l’anticiclone, che pur vuole tenere un piede nel Mediterraneo, tenderà leggermente a sbilanciarsi verso il nord del Continente. Di conseguenza gli affondi perturbati sui meridiani riguarderanno il pieno Atlantico e l’est europeo. Il moto antizonale imposto dalla negatività della QBO, cioè dalla quasi biennale oscillazione dei venti nella stratosfera tropicale, potrebbe indurre la massa fredda in discesa verso est a muoversi a ritroso verso ovest, proprio come farà quella goccia fredda attesa ad inizio settimana prossima sull’Iberia.
Questa spinta retrograda delle correnti, valida soprattutto alle medie-basse latitudini, potrebbe finire per riportare una massa davvero fredda a contatto con il nostro Paese, specie con le solite zone: regioni adriatiche e meridione, ma con possibile coinvolgimento di tutta l’Italia.
La possibilità che si apra un varco da est e un’interazione con masse d’aria umide ed instabili in arrivo da ovest è un po’ forzato ma statisticamente ci sta, solo che la statistica non può tener conto della forza di questo mastodontico anticiclone che sembra davvero avere il dono dell’ubiquità e che ricorda tanto l’inaffondabile Titanic: arriverà prima o poi un iceberg sulla sua rotta?
Autore : Alessio Grosso
