00:00 22 Gennaio 2012

Si conferma: è l’inverno delle Adriatiche e del sud

La circolazione generale proporrà fenomeni già visti, concentrati soprattutto su versanti nord-alpini, medio Adriatico e meridione. Il resto dell'Italia in attesa di un peggioramento che, salvo ulteriori complicazioni, slitterà alla fine della prossima settimana.

Si conferma: è l’inverno delle Adriatiche e del sud

 Il protagonista di questa stagione è e sarà ancora lui: l’anticiclone atlantico. La sua fierezza era già palese all’avvio dell’autunno, quando ha lasciato passare ben poche perturbazioni rispetto alla media e, tra l’altro, quel poco che è passato ha fatto solo danni. Ora l’inverno sta sprecando moltissima energia nell’estenuante braccio di ferro con il ciclope del bel tempo, ed ecco che riescoe ad imporsi solo a metà.

La metà dell’Italia che può finora dire di aver vissuto un periodo invernale nella norma, anche se non certo crudo, è l’Italia meridionale. Anche le regioni del medio versante adriatico, a dispetto di situazioni analoghe che hanno spesso portato nelle annate precedenti stagioni miti e secche, possono vantare una stagione quantomeno dignitosa.

Il nord e le regioni tirrenche invece sono alle dolenti note. Qui il problema è la permanenza di una situazione anomala soprattutto dal punto di vista delle precipitazioni, un problema che si riproporrà nei prossimi giorni, stante la mancata modifica della circolazione generale. Ciononostante alla fine della prossima settimana il passaggio di un’onda corta atlantica potrà muovere qualcosa in tal senso.

Un corpo nuvoloso in arrivo dalla Francia sfilerà con traiettoria occidentale e richiamerà aria più mite e mida dai quadanti meridionali. tra venerdì e sabato il tempo potrà temporaneamente peggiorare anche al settentrione, pur se l’estremo nord-ovest avrà ancora difficoltà a vedere precipitazioni significative. Il tutto a seguire pare poi propenso a strutturarsi in un vortice depressionario nel bel mezzo del Mediterraneo, con il nostro centro-sud ancora una volta favorito dai fenomeni (vedi mappa allegata, riferita alla sera di sabato 28 gennaio).

E’ l’ipotesi al momento più probabile e quantificabile intorno al 55%. Altre soluzioni saranno possibili e ne parleremo diffusamente nei prossimi approfondimenti.

Autore : Luca Angelini