13:05 10 Marzo 2026

Meteo: le perturbazioni si inceppano, l’Italia resterà a secco?

I modelli meteo tornano a proporre scenari poco favorevoli per l’Italia: rischio anticiclone africano e piogge ancora in bilico nella seconda decade di marzo.

Meteo: le perturbazioni si inceppano, l’Italia resterà a secco?

Negli ultimi aggiornamenti modellistici sta riemergendo un copione che, purtroppo, abbiamo imparato a conoscere bene negli ultimi anni: affondi depressionari ripetuti dal 17 marzo in poi verso la fossa delle Canarie, una configurazione barica che tende a “pompare” verso l’Italia un cuneo anticiclonico africano, spesso colmo di aria molto mite per il periodo. È una dinamica subdola, perché non nasce direttamente sul Mediterraneo, ma ci raggiunge per riflesso, come conseguenza di ciò che accade più a ovest.

Il risultato? Una primavera che rischia di partire zoppa, con precipitazioni ridotte all’osso e temperature che, in alcuni momenti, potrebbero assumere connotati quasi estivi.

Perché gli affondi verso le Canarie sono così penalizzanti per l’Italia

Quando le saccature atlantiche scendono troppo a sud-ovest, si crea una sorta di “vuoto barico” che richiama aria calda dal Nord Africa verso il Mediterraneo centrale. È un meccanismo ben noto: più la depressione affonda verso le Canarie, più il promontorio africano si allunga verso l’Italia.

In questo caso, i modelli stanno tornando a proporre proprio questo schema:

  • saccatura bloccata a ovest, incapace di avanzare verso la Penisola Iberica e il Mediterraneo occidentale;
  • anticiclone africano in espansione, con isoterme decisamente elevate per la metà di marzo;
  • correnti meridionali asciutte, che scorrono sopra un mare ancora relativamente freddo, limitando ulteriormente la possibilità di precipitazioni.

È una configurazione che, se confermata, rischia di sterilizzare gran parte delle piogge primaverili.

Il peggioramento di metà mese: un’occasione che potrebbe sfumare

Fino a 24 ore fa, diversi modelli lasciavano intravedere un marcato peggioramento attorno alla metà del mese, legato all’inserimento di una saccatura in prossimità della Costa Azzurra. Sarebbe stato un passaggio prezioso, capace di portare piogge diffuse e di rimettere in moto una circolazione più dinamica, la vediamo in questa mappa del modello GFS su base grafica Meteociel:

Ora, però, quella finestra sta perdendo certezze, ora dopo ora, pur mantenendo una attendibilità del 40%.

La saccatura non riuscirebbe più a inserirsi sul Mediterraneo occidentale, deviata o frenata da un anticiclone troppo invadente. È come se una “forza oscura” – per usare la tua immagine – impedisse sistematicamente l’ingresso delle perturbazioni nel punto giusto, cancellando un’occasione che avrebbe avuto un valore idrico notevole.

L’ipotesi ECMWF del freddo da est: un’illusione?

Il modello europeo, in alcune emissioni, ha provato a proporre un colpo di scena: un ritorno di correnti fredde da est nel Mediterraneo dopo metà mese. Una sorta di “revanchismo invernale”, un tentativo tardivo dell’inverno di rimettere piede sulla scena.

Ma questa ipotesi, allo stato attuale, appare (molto) poco credibile. Perché?

  • L’anticiclone africano, se davvero si consoliderà, tenderà a chiudere la porta orientale, impedendo l’ingresso di aria fredda continentale.
  • Le dinamiche a scala emisferica non mostrano segnali coerenti con un’irruzione fredda organizzata.
  • Le ENS (medie ensemble) non supportano un raffreddamento significativo, se non come rumore statistico.

Insomma: più un’eco modellistica che un segnale reale.

Una primavera che rischia di partire col piede sbagliato

Se questo schema dovesse consolidarsi, l’Italia entrerebbe in una fase primaverile mite, stabile e asciutta, con piogge rimandate a data da destinarsi. È un tipo di pattern che, negli ultimi anni, ha spesso anticipato primavere difficili, segnate da lunghi periodi secchi e da un progressivo aumento delle temperature.

Non è ancora una sentenza, ma la tendenza è chiara: la circolazione atlantica fatica a trovare un varco verso il Mediterraneo, e quando questo accade, la stagione primaverile perde uno dei suoi elementi più preziosi, ovvero la piovosità distribuita e regolare.

Sintesi finale

I modelli stanno convergendo verso uno scenario poco favorevole per l’Italia: affondi depressionari verso le Canarie che spingono un cuneo anticiclonico africano sul Mediterraneo centrale. Questo schema rischia di annullare il peggioramento atteso per metà mese e di rimandare ulteriormente le piogge primaverili. L’ipotesi ECMWF di un ritorno del freddo da est appare, al momento, poco credibile. Se la tendenza verrà confermata, la primavera potrebbe aprirsi con temperature sopra la media e precipitazioni scarse, un copione già visto e tutt’altro che rassicurante.

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