10:38 26 Febbraio 2026

Più CALDO? Più risparmio ma…

Minori consumi in inverno, maggiori in estate, il problema del riscaldamento esiste ma la natura si adatterà e l'uomo cercherà di fare altrettanto.

Più CALDO? Più risparmio ma…

Riscaldamento globale: i vantaggi non mancano

In un’epoca (ormai decennale) in cui gli inverni sembrano assottigliarsi e le bollette del gas si alleggeriscono, l’idea che il riscaldamento globale possa portare qualche beneficio è concreta. Si salano meno e dunque si deteriorano meno le strade, si risparmia sui mezzi spartineve, si utilizzano meno stufe, caminetti e riscaldamenti, si soffre meno il freddo quando si lavora all’aperto, non ci sono ripercussioni lavorative causate da nevicate abbondanti: un quadro che fa piacere a molti.

E d’estate?

I consumi dei condizionatori aumentano ma anche lì c’è da fare un opportuno distinguo: non tutti possono permettersi un condizionatore e usano semplicemente i ventilatori, difendendosi nei giorni estremi come al sud fanno da secoli: chiudendo tutte le imposte di giorno e ritirandosi in casa, uscendo di sera e la notte, salvo necessità. Non c’è poi bisogno di usare il condizionatore impostandolo a 20°C, basta avere 27°C, sudare un po’ non fa male, contrariamente a creare un ambiente da freezer. L’asfalto si deforma? Lo faceva anche con il freddo, le piogge, la neve, i costi da sostenere per la manutenzione alla fine si equivalgono. Certo non mancano grandinate eccezionali che provocando ingenti danni ma se ripercorriamo a ritroso la storia, anche solo dagli anni 60 del secolo scorso, scopriamo che la grandine e le trombe d’aria colpivano con intensità altrettanto grave il nostro Paese, magari non erano così frequenti, ma in gran parte perché la popolazione e i media non erano in grado di documentarle.

La natura soffre ma si adatta

Certamente gli inverni miti non sono un regalo per l’agricoltura: senza gelo, parassiti come cimice asiatica e zanzara tigre proliferano indisturbati, minacciando raccolti e salute pubblica, freddo e neve fungono da “battericidi” ed “insetticidi”, ma il clima cambia da sempre, anche nel volgere di pochi anni, non di millenni, negli anni 70 del secolo scorso pensavamo che l’Europa potesse vivere una nuova piccola era glaciale, invece poi la temperatura è bruscamente risalita. Negli anni 90 pensavamo che freddo e neve in pianura non li avremmo più visti e invece dal 2000 al 2015 si sono verificate ondate di freddo e nevicate anche storiche.

L’Artico perde ghiaccio

Il ghiaccio spesso è stato sostituito da una pellicola sottile, destinata a sciogliersi rapidamente e questo certamente è un problema perché come si scioglie questa pellicola viene destabilizzata la corrente a getto, rendendo i flussi delle correnti decisamente irregolari, che però essendo un sistema caotico non hanno mai avuto una regolarità scolastica che certi scienziati vorrebbero attribuirgli. Le follie climatiche ci sono sempre state, anche quando al Polo il ghiaccio abbondava.

Caldo o freddo: i disagi per la popolazione non cambiano, il clima perfetto non esiste

E’ vero che in un’atmosfera più calda aumentano gli eventi estremi, ma in un clima più freddo si verificano ondate di freddo e nevicate reiterate, temporali altrettanto violenti ed estremi, la storia del clima è piena di eventi estremi in qualunque condizione termica, dunque gli estremi si toccano.

La SINTESI finale

La natura sopravviverà? Si, come ha sempre fatto, pur con difficoltà. E l’uomo? La nostra economia, le nostre infrastrutture dovranno adattarsi al cambiamento, e non ci sembra che manchino le menti per fronteggiare tutto questo, ad esempio il Mose non è un’invenzione di oggi, se ne parla da decenni, anche in tempi non sospetti, Venezia con l’acqua alta veniva comunque invasa anche prima di queste grandi tempeste da global warming.
Se l’alternativa è vivere come in Siberia, molti preferiranno affrontare le incognite di un clima più caldo, anche se freddo estremo e neve hanno indubbiamente il loro fascino e ci aiutano con i ghiacciai, ma a milioni di italiani ricordiamoci che il caldo non dispiace affatto e il turismo ne trae enorme vantaggio. Pensate solo che danno economico in un Paese che vive di turismo e in cui l’estate trascorresse costantemente sotto rovesci, temporali e freddo…

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