08:15 31 Gennaio 2026

NEVE in pianura il 3 febbraio: 1 grado farà la differenza

La previsione per martedì 3 febbraio potrebbe riservare bianche sorprese su parte del nord, ma gli equilibri sono delicati e le temperature al limite. Basterà poco per passare dai fiocchi alla pioggia.

NEVE in pianura il 3 febbraio: 1 grado farà la differenza

L’arrivo del fronte freddo atteso per martedì 3 febbraio riporta l’attenzione degli appassionati di meteorologia su un tema che, in questa stagione, è diventato quasi un miraggio: la neve in pianura al Nord. Le condizioni termiche non sono ideali per una nevicata estesa sul catino padano, ma alcuni elementi atmosferici potrebbero comunque regalare scenari invernali a tratti suggestivi, soprattutto nelle aree più esposte.

Un equilibrio termico delicatissimo

La Pianura Padana si trova in una situazione di marginale idoneità termica: l’aria non è abbastanza fredda per garantire nevicate diffuse e durature al piano. Tuttavia, due fattori potrebbero fare la differenza:

  • Lo spiffero freddo da est, atteso fino a lunedì 2 febbraio, capace di abbassare temporaneamente lo strato limite e favorire fiocchi misti o neve bagnata anche a quote molto basse.
    Ecco le temperature previste a 1500m dal modello ECMWF su base grafica Meteociel all’alba di martedì 3 febbraio sul nord Italia:
  • Il carattere convettivo delle precipitazioni associate al fronte freddo del 3 febbraio: rovesci intensi e localizzati possono trascinare verso il suolo aria più fredda, favorendo episodi nevosi anche dove la temperatura sarebbe al limite.

È proprio questa combinazione a rendere la previsione particolarmente complessa e affascinante.
Ecco allora un raffronto tra i modelli più ottimisti e quelli meno: si parte con ECMWF, su base grafica Meteologix, che evidenzia nevicate anche fin troppo generose, con fiocchi sin sul Milanese nella mattinata di martedì 3 febbraio ed accumuli più generosi su basso Piemonte, basso Trentino e soprattutto Alpi Marittime:

Poi c’è la versione molto meno ottimista di GFS, sempre su base grafica Meteologix con Alpi Marittime sempre ben coinvolte, ma per il resto accumuli modesti, qualche fiocco sparuto su ovest Valpadana, nulla altrove e anche sulle Alpi nevicate in prevalenza deboli, al massimo moderate dalle quote collinari:

La versione più pessimista è quella del modello MRF, sempre su base grafica Meteologix: che vede le precipitazioni nevose prettamente relegate ai rilievi, ai fondovalle alpini ma con limite a 300m e una piccola parte del basso Piemonte, tutta pioggia altrove, potrebbe anche essere la chiave di lettura più corretta:

In ogni caso ecco le aree potenzialmente più coinvolte secondo il modello ECMWF:

Piemonte: il protagonista più probabile

Il Piemonte è la regione con le maggiori probabilità di vedere la neve fino in pianura, grazie alla sua naturale predisposizione a trattenere aria fredda nei bassi strati.

  • Cuneese: attese nevicate copiose, soprattutto nella notte tra lunedì e martedì, con accumuli significativi già dai 300 metri.
  • Basso Torinese: possibile neve moderata, con fiocchi che potrebbero raggiungere anche le aree di pianura nelle fasi più intense, Torino compresa.
  • Langhe e Monferrato: fenomeni più irregolari, ma non esclusi nelle vallate più fredde.

Ovest Lombardia: neve a tratti, ma non per tutti

La Lombardia occidentale si trova in una posizione più delicata: le temperature saranno spesso al limite, ma i rovesci convettivi potrebbero regalare qualche sorpresa.

  • Varesotto, Comasco, Brianza occidentale: possibili episodi di neve mista o neve bagnata in pianura durante i rovesci più intensi.
  • Milano occidentale e Pavese occidentale: fiocchi non esclusi, ma con scarsa probabilità di accumulo.

Liguria di Ponente e Appennino ligure: neve nei fondovalle padani

Sul versante padano dell’Appennino ligure di Ponente, l’aria fredda incanalata da est potrebbe favorire nevicate fino ai fondovalle.

  • Val Bormida, Val d’Orba, alta Val Lemme: neve probabile, localmente moderata.
  • Savonese interno: fenomeni più irregolari ma con possibilità di imbiancate suggestive.

Alpi: neve abbondante e senza incertezze

Se in pianura regna l’incertezza, in montagna la situazione è molto più chiara: le Alpi riceveranno neve generosa, con accumuli importanti dai 700–900 metri in su, localmente anche più in basso nelle vallate più fredde.

Un’ottima notizia per il comparto turistico invernale, soprattutto in vista delle Olimpiadi, che potranno beneficiare di un manto nevoso naturale più consistente.

Una previsione complessa, tra incertezze e potenziali sorprese

Le mappe mostrano una forte variabilità tra un modello e l’altro: basta uno scarto di 1–2°C nei bassi strati per trasformare una nevicata in pioggia o viceversa. È proprio questa sensibilità estrema a rendere l’evento meteorologico di martedì 3 febbraio uno dei più difficili da prevedere dell’intera stagione.

Ciò che appare relativamente certo è che:

  • le Alpi saranno imbiancate in modo significativo,
  • il Piemonte sud occidentale ha le migliori chance di neve in pianura,
  • La Liguria interna centro occidentale potrebbero vivere episodi nevosi intermittenti
  • l’estremo ovest lombardo potrebbe vivere qualche momento di pioggia mista a neve ma con probabilità bassa
  • la Pianura Padana centrale e orientale vedrà certamente solo pioggia.