Segnali di GELO e NEVE? Nel cuore del febbraio ci sono tutti
Tra segnali stratosferici e maltempo tardo autunnale: l’inverno in Italia forse proverà a rialzare la testa nel corso di febbraio.

Arriva un po’ di inverno finalmente? Arriva una bella nevicata in pianura? Oppure per diverse settimane dovremo ancora subire questo mite flusso atlantico carico di piogge (ma per fortuna anche di neve sulle nostre Alpi)?
La risposta non è semplice. Quando il sistema raggiunge un equilibrio è difficile che rivoluzioni tutto perché l’atmosfera è pigra e non ama gli stravolgimenti repentini, a meno che non siano imposti “dall’alto”, ovviamente non parliamo del Padreterno, bensì della stratosfera, se confermati, potrebbero creare un’autentica rivoluzione barica anche in Europa sul finire della prima decade di febbraio, prima in effetti sembra molto difficile.
La divisione del vortice polare stratosferico in due distinti nuclei gelidi potrebbe portarne infatti uno a raggiungere l’Europa, come si vede qui, proprio intorno all’8-9 febbraio:

Sulla mappa voi leggete temperature di -60°C e oltre perché stiamo parlando di 31km di altezza.
Il punto è che quel nucleo gelido dovrebbe essere presente anche alle quote inferiori, cioè fino in troposfera, con temperature magari di -20°C a 1500m, si parlerebbe allora di un clamoroso accoppiamento con svolta invernale severa anche per l’Italia, come si vede in questa mappa a 1500m suggerita dal modello GFS, su base grafica Meteologix:

Chiaramente questo è uno scenario estremo, che ha ancora una scarsa affidabilità, ma è il primo segnale di un certo subbuglio atmosferico, intorno al 9-10 febbraio, come vediamo anche da questa emissione perturbatrice prevista sempre per lo stesso intervallo temporale, dalla quale si deduce un certo blocco della circolazione zonale a causa della rimonta di un anticiclone verso l’Islanda e il Polo, mentre la depressione bloccata nel Mediterraneo, comincerebbe a richiamare a sé massa estremamente gelide:

Anche questo però è uno scenario estremo, mentre l’ufficialità, quindi lo scenario che dovremo sperimentare probabilmente almeno sino al 5 febbraio è quello dell’arrivo di una famiglia di cicloni che porterà maltempo di stampo autunnale al centro-sud, un clima leggermente più freddo al nord con nevicate nelle Alpi, come vediamo qui nell’ultima emissione del modello GFS, su base grafica Meteociel:

A questo punto la domanda sorge spontanea: si andrà avanti così per tutto febbraio o quello che vi abbiamo raccontato sopra ha delle chances di realizzarsi? Vediamo intanto se la media degli scenari ha fiutato qualcosa per il periodo 5-10 febbraio sempre su base grafica Meteociel:

Per il momento NO. Il freddo resta sembra parcheggiato sul nord Europa, l’instabilità a tratti perturbata sulle medie latitudini, più di stampo autunnale che invernale, e nel Mediterraneo ancora un clima molto mite per il periodo.
COMMENTO FINALE
Il maltempo dalle caratteristiche tardo autunnali al nord e autunnal/primaverili al centro-sud è facile che prosegua a tratti sino al 5-7 febbraio (Attendibilità: 65%)
E’ possibile che vi sia un’interazione tra i disturbi stratosferici e la troposfera nel periodo 8-10 febbraio e per tutta la settimana successiva ma non necessariamente con conseguenze fredde, gelide o tantomeno nevose in pianura sull’Italia, magari per l’Europa si. (Attendibilità generale: 20%)
Ci sono poi un altro 15% di possibilità che la situazione resti ancora dominata dalla situazione attuale anche dopo il 10 febbraio, ma qui le varie emissioni vanno, come è logico attendersi, in grande difficoltà nell’individuare una linea di tendenza.
Non trascuriamo questo evento stratosferico dunque, ma non aspettiamoci nulla finché le mappe troposferiche, cioè alle basse quote, non segnaleranno rivoluzioni bariche sul Continente.
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