NEVE in pianura tra poche ore: modelli divisi e scenari aperti
La previsione più delicata del periodo è al vaglio dei previsori. La difficoltà sta nella tenuta dell'esile cuscino freddo presente in Valpadana.

Stamane ci troviamo davanti a uno di quei casi che, anche per chi mastica meteorologia da anni, rappresentano una vera sfida previsionale. La domanda è semplice: nevicherà in pianura su alcune aree del nord Italia? La risposta, purtroppo, non lo è affatto.
Le condizioni sono infatti estremamente al limite: termiche borderline, precipitazioni irregolari, impulsi frontali disorganizzati. Un mosaico atmosferico che cambia forma a ogni aggiornamento modellistico, un po’ come la celebre Penelope che tesseva di giorno e disfaceva di notte.
Perché è così difficile prevedere la neve oggi?
Tre fattori principali complicano la previsione:
Temperature al limite
Le isoterme a 850 hPa e il cuscino freddo oscillano attorno a valori appena sufficienti per sostenere la neve fino al piano. Basta una variazione di mezzo grado per far pendere l’ago della bilancia verso la pioggia o la neve che attecchisce.
Precipitazioni irregolari
Non un fronte compatto, ma brandelli di perturbazione, impulsi intermittenti e poco organizzati. In queste situazioni la colonna d’aria può raffreddarsi localmente grazie all’effetto precipitativo (wet-bulb), ma solo se le precipitazioni sono abbastanza continue.
Divergenza modellistica marcata
I modelli numerici oggi non parlano la stessa lingua, cioè non sono concordi. E questo, per un previsore, è sempre un segnale di forte incertezza.
Cosa dicono i modelli?
GFS: Il più “nevoso”
Il modello americano è il più ottimista:
- segnala fiocchi di neve in pianura, soprattutto sulla Lombardia occidentale, Astigiano ed Alessandrino, alta bergamasca nella notte su sabato;
- indica fiocchi prevalenti sulla pioggia tra il tardo pomeriggio di oggi e le 10 di sabato;
- ipotizza un secondo episodio nevoso domenica, legato al nucleo freddo in ingresso, con Piemonte in pole position e coinvolgimento anche dell’estremo ovest lombardo e dei fondovalle alpini/appenninici.
Ecco la sommatoria dei fenomeni nevosi secondo questo modelli sino a sabato mattina alle 10 su base grafica Meteologix:

ECMWF: il grande dietrofront
Il modello europeo, che nei giorni scorsi era stato il più convinto sostenitore della neve al piano, ha completamente rivisto la previsione:
- ora vede quota neve più alta,
- e precipitazioni più deboli, sparse, con pioggia laddove sino a qualche ora si prevedeva neve o viceversa
- in sostanza una riduzione delle aree coinvolte ma conferma la neve su Astigiano ed Alessandrino, la segnala più su est Lombardia che ad ovest.
Ecco la sommatoria dei fenomeni secondo il modello ECMWF fino a sabato mattina alle 10 su base grafica Meteologix:

AROME: Una via di mezzo
Il francese resta l’unico a mantenersi vicino allo scenario di GFS:
- ammette fiocchi fino in pianura, ma in modo molto localizzato e temporaneo,
- con maggiore probabilità tra Piemonte orientale e Lombardia occidentale.
Ecco la sommatoria dei fenomeni secondo il modello AROME fino a sabato mattina alle 10 su base grafica Meteologix:

Altri modelli
ICON, UKMO e LAM regionali sono più prudenti:
- vedono pioggia mista al più sulle pedemontane,
- neve relegata ai rilievi e ai fondovalle più freddi.
Eccone un esempio, abbastanza sconcertante tratto da Icon, sempre su base grafica Meteologix:

Cosa aspettarsi davvero? L’analisi del team di MeteoLive.it
Primo passaggio (fino a sabato mattina)
Impulso sfrangiato, ma con correnti sud-occidentali che non favoriscono la dispersione della poca aria fredda rimasta in Valpadana, lo Scirocco l’avrebbe “mangiata”.
Possibili momenti nevosi in pianura tra:
- Piemonte (basso Torinese, Cuneese, Alessandrino),
- Lombardia occidentale (soprattutto basso PAVESE, Varesotto, Comasco),
- fondovalle alpini e appenninici liguri e piacentini.
Ecco gli accumuli previsti fino a sabato mattina alle 10 dal modello GFS, molto modesti e localizzati ma riscontrabili, su base grafica Metociel:

Si tratterà comunque di fenomeni:
- brevi,
- discontinui,
- bagnati
- con accumuli scarsi o nulli, tranne nel Pavese
Secondo passaggio (domenica)
Arriva il nucleo freddo in quota, più incisivo ma anche più instabile e irregolare e non accompagnato al suolo da termiche favorevoli alla neve.
Scenario più probabile:
- Piemonte favorito per rovesci nevosi fino in pianura, specie tra Torinese, Cuneese e Astigiano e accumuli fino a 3cm.
- Appennino ligure con neve a quote molto basse.
- Altrove prevale la pioggia, con fiocchi confinati ai rilievi, ma con momenti nevosi non esclusi anche sulla pianura lombarda a tratti, puramente coreografici o con accumuli massimi di 1cm.
Ecco gli accumuli previsti fino a sabato mattina alle 10 dal modello GFS, molto modesti e localizzati ma riscontrabili, su base grafica Metociel:

Sintesi finale – La previsione più attendibile
Tra venerdì pomeriggio e sabato mattina
- Fiocchi possibili fino in pianura su Piemonte e Lombardia occidentale, ma misti a pioggia, intermittenti e senza accumuli significativi.
- Fenomeni più probabili nelle ore serali/notturne.
Domenica
- Piemonte ancora candidato principale per neve al piano durante i rovesci più intensi.
- Liguria interna e Appennino con neve a quote basse.
- Lombardia, Emilia e Veneto: prevale la pioggia in pianura, ma in Lombardia qualche momento nevoso non escluso anche in pianura ad ovest.
In generale
- Situazione molto al limite, con forte dipendenza dall’intensità delle precipitazioni.
- GFS resta il più nevoso, ECMWF il più prudente.
- La realtà potrebbe collocarsi a metà strada, con qualche sorpresa locale ma senza eventi nevosi diffusi.
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