STRATWARMING: l’inverno prepara la seconda svolta
Europa nel gelo, stratosfera in fermento: l’inverno c'è e prepara nuovi colpi di scena.

L’inverno accelera. L’Europa sta vivendo un avvio di gennaio decisamente freddo, segnato dalla discesa di un ramo del Vortice Polare che ha già portato gelo, nevicate diffuse e temperature crollate su molte nazioni dell’Europa centro-orientale. E mentre la troposfera è già in piena modalità invernale, la stratosfera sta preparando un colpo di scena potenzialmente ancora più rilevante: un nuovo Stratwarming è in fase di sviluppo, non ancora di quelli da “strapparsi i capelli” ma comunque rilevante, ecco l’analisi a 10hPa, circa 31km di altezza, prevista per il 9 gennaio:

Un doppio attacco, dall’alto e dal basso (se andasse in porto), che potrebbe ridisegnare completamente la seconda parte del mese.
Stratosfera in fermento: il Vortice Polare si distorce
A circa 30 km di quota la temperatura sta aumentando rapidamente sul comparto siberiano. Questo riscaldamento improvviso, tipico degli eventi di Stratwarming, sta disturbando la struttura del Vortice Polare, già indebolito dagli attacchi ondulatori delle ultime settimane.
Il risultato è un sistema atmosferico sbilanciato, vulnerabile, pronto a rispondere in modo anche brusco.
Europa già nel gelo: il contesto in cui arriva lo Stratwarming
Mentre la stratosfera si scalda, la troposfera vive tutt’altro scenario:
- aria artica ha invaso l’Europa centrale,
- nevicate hanno raggiunto pianure e capitali,
- il freddo si è esteso dai Balcani alla Germania, fino alla Scandinavia.
Questo significa una cosa molto importante: il Vortice Polare è già disturbato in basso, e un eventuale Stratwarming potrebbe amplificare ulteriormente la dinamica invernale.
Cosa può succedere nelle prossime settimane
Gli effetti di uno Stratwarming non sono immediati: servono in media 10–20 giorni perché il disturbo scenda verso la troposfera. Ma quando accade, il cambio di circolazione può essere netto.
1. Nuove irruzioni fredde verso l’Europa
Un VP indebolito favorisce:
- discese artiche più profonde,
- afflussi gelidi continentali,
- ondate di gelo più estese e durature.
La seconda metà di gennaio potrebbe vedere nuovi affondi freddi, anche più incisivi di quelli attuali.
2. Neve più probabile anche in Italia
Con un Mediterraneo esposto a correnti fredde, aumentano le possibilità di:
- nevicate a bassa quota,
- peggioramenti più organizzati,
- episodi invernali anche in pianura, specie al Nord e lungo l’Adriatico.
3. Pattern atmosferici più estremi
Lo Strat warming può generare:
- blocchi anticiclonici sul Nord Atlantico,
- scambi meridiani marcati,
- alternanza tra fasi miti e fasi molto fredde.
- Un inverno, insomma, molto più dinamico rispetto a quanto visto negli ultimi anni.
Tempistiche probabili
| Periodo | Scenario |
|---|---|
| 10–15 gennaio | Prime risposte troposferiche, instabilità crescente |
| 15–25 gennaio | Rischio elevato di nuove irruzioni fredde sull’Europa |
| 20–31 gennaio | Possibili episodi di gelo e neve anche in Italia |
Conclusione
L’Europa è già nel gelo, tra qualche giorno certamente se ne libererà, ma forse solo temporaneamente. La stratosfera sta per aggiungere infatti un tassello che potrebbe cambiare ulteriormente la stagione. Lo Strat warming in atto, pur non ancora in grado di separare il vortice polare stratosferico, rappresenta uno dei momenti chiave dell’inverno 2025–2026, e le prossime due settimane saranno decisive per capire se il disturbo riuscirà a propagarsi verso il basso, cioè in troposfera e cambiare i connotati stagionali anche in Europa.

