Meteo: a due passi da GELO e NEVE, a uno dal solito anticiclone
Facciamo il punto della situazione da qui all'Epifania. Arriverà l'inverno vero? E la neve in pianura?

C’è una gran confusione modellistica sul periodo post natalizio. Ci sono modelli che vedono l’anticiclone che in un modo o nell’altro spedisce il grande freddo sull’est europeo e giù sino a Grecia e Turchia, chi lo vede sterzare in parte verso l’Italia e chi vede infine il nostro Paese pienamente coinvolto da situazioni invernali da San Silvestro in poi e sino all’Epifania, con occasioni per nevicate anche in pianura su diverse regioni.
Insomma siamo ad un crocevia davvero importante: qualunque sia lo scenario finale, esso peserà come un macigno sul prosieguo della stagione.
Il grande freddo che sbarca sull’Italia sarebbe sicuramente una notizia bomba ma non può essere ancora annunciata perché se è vero che un ramo del vortice polare si troverà prima della fine dell’anno a due passi da noi, è altrettanto vero che l’anticiclone sarà ad un passo.
La cosa che rende tutto più complicato è quell’ultimo passo per impossessarsi dell’Italia: difficilmente lo farà, ma è altrettanto vero che anche il freddo artico viene visto solo da alcuni modelli fare quei due passi decisivi per trasformare lo Stivale in un freezer.
Dunque l’anticiclone rimarrà in fase di disturbo parziale ma l’impressione è che prima o poi, magari già entro le prossime 48 ore, i modelli usciranno allo scoperto e ci sveleranno all’unisono l’evoluzione più credibile.
Qualora fosse quella votata al freddo, al gelo e alla neve però state certi che, quanto ci verrà mostrato, si riscontrerà poi solo al 50-60% perché i modelli tendono ormai a sovrastimare la portata delle situazioni invernali, ma questa è solo una considerazione del meteorologo “saggio” (che sa tanto di anziano).
Partiamo comunque dal primo mordi e fuggi del freddo, previsto per il 29 dicembre dal modello GFS, gli altri non ne sono molto convinti, aria fredda lambirà l’Italia fino al 30, colpendo essenzialmente le regioni adriatiche e meridionali, dove ci scapperebbe qualche breve nevicata a quote collinari in Appennino e qualche rovescio sulle coste e in pianura, freddo anche intenso ma di breve durata e vento, come vediamo in questa mappa a 1500m:

La seconda irruzione secondo il modello ECMWF non ci sarebbe o sarebbe limitata alle regioni adriatiche (peraltro moderata), come vediamo da questa mappa prevista per Capodanno:

Invece il modello GFS per lo stesso intervallo temporale prevede un’irruzione fredda in piena regola che sfonderebbe sul nostro Paese in modo deciso, scavando una depressione al suolo tra nord e centro portando neve a quote molto basse o pianeggianti sul centro Italia con freddo intenso:

Una situazione che si andrebbe a ripetere anche tra il 4 e il 6 gennaio e questa volta troverebbe una certa convergenza dei due principali modelli di riferimento (ECMWF e GFS) come vediamo qui e che porterebbe una rilevante nevicata anche in pianura al nord:

IN SINTESI
Questa è la potenziale evoluzione per il tempo delle feste ma si tratta, come vedete di una tendenza un po’ troppo votata a situazioni invernali rispetto alla realtà dei fatti prospettata. La vicinanza all’anticiclone rende tutto molto più complicato di così e potrebbe finire per vanificare ogni velleità invernale del vortice polare, specie se la corrente a getto, quel fiume d’aria che corre 10km sopra le nostre teste, decidesse di accelerare un po’, deviando ulteriormente il freddo verso est.
Insomma al momento l’evoluzione più probabile dice:
– due potenziali situazioni fredde da nord sull’Italia tra il 29 e il 31 dicembre e tra Capodanno e il 3 gennaio 2026 ma con risvolti nevosi più probabili sul medio Adriatico e parte del meridione sino a quote basse (attendibilità 55%), altrove solo freddo sterile con correnti da nord e dunque quel lieve disturbo dell’anticiclone sarebbe determinante per ostacolare l’ingresso più franco del freddo.
Evoluzione meno probabile:
-triplo affondo freddo come prospettato da GFS con risvolti nevosi su gran parte d’Italia e fase invernale ovunque. (attendibilità 30%)
E il restante 15%?
Prevederebbe l’affermazione netta dell’anticiclone, cosa che al momento non sembrerebbe molto credibile.
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