20:20 27 Novembre 2025

Meteo: Stratwarming in atto, le conseguenze a Dicembre

Forte riscaldamento stratosferico in azione, arrivano le conseguenze in troposfera a Dicembre? Ultimi aggiornamenti e tendenze.

Meteo: Stratwarming in atto, le conseguenze a Dicembre

La prima decade di dicembre sembra voler confermare il copione di novembre: l’alta pressione continuerà a rimanere lontana dal Mediterraneo centrale e le perturbazioni atlantiche avranno modo di raggiungere facilmente l’Italia. L’inverno non presenterà ancora il suo volto più rigido, non avremo gelo polare né nevicate diffuse in pianura, ma le correnti atlantiche resteranno ben attive e avranno terreno libero per riportare piogge, vento e un’altra serie di passaggi perturbati.

Tra la metà della prossima settimana e il weekend una nuova ondulazione atlantica potrebbe inserirsi sul nostro Paese, portando un peggioramento caratterizzato da piogge diffuse, ventilazione vivace di scirocco e temperature in continuo saliscendi.

La domanda che molti si pongono è quando arriverà il freddo vero, quello capace di far scendere la neve anche sulle colline del Centro-Sud. Le risposte non sono immediate, ma diversi segnali dei modelli a lungo termine puntano verso un graduale raffreddamento dell’Europa dopo la metà di dicembre. Questa tendenza sembra collegata a un fenomeno ben noto in meteorologia: lo stratwarming, un riscaldamento improvviso della stratosfera sopra il Polo Nord.

Lo stratwarming è uno dei meccanismi più importanti dell’inverno perché altera la struttura stessa del vortice polare. Quando la stratosfera si scalda rapidamente, i venti che tengono compatto il vortice rallentano o cambiano direzione. Il vortice, che normalmente rimane solido e circolare, si deforma, si indebolisce o addirittura si divide in più parti. Questa destabilizzazione non resta confinata in alta quota: nel giro di una decina di giorni, a volte poco più, gli effetti cominciano a scendere verso la troposfera, influenzando direttamente il tempo in superficie.

Uno stratwarming è in atto proprio mentre scriviamo queste righe. Per l’esattezza si tratta di un “Canadian Warming” (vedi immagine qui sopra), ovvero un riscaldamento stratosferico in direzione del Canada. Questo comporterà un displacement del vortice polare stratosferico (un decentramento momentaneo), e non la sua suddivisione in più lobi (split). Insomma, l’attuale stratwarming non è certamente al livello di altri avvenuti in passato, ma quantomeno potrebbe “smuovere” un po’ le acque, generando reazioni a catena che andrebbero a sollecitare il vortice polare troposferico. Questi effetti a bassa quota potrebbero intravedersi nella seconda metà di Dicembre, esattamente nel momento in cui i modelli mostrano un vortice polare troposferico più disturbato e propenso a inviare ondate di freddo verso l’Europa.

Per questo motivo, le prossime settimane saranno fondamentali. Se il vortice polare dovesse davvero indebolirsi come indicano alcune simulazioni, l’Italia potrebbe trovarsi a vivere una seconda metà di dicembre più fredda, con un’atmosfera predisposta alle irruzioni gelide. I segnali convergono verso festività natalizie pienamente invernali.