14:51 25 Novembre 2025

Il vortice polare promette colpi di scena: maltempo e neve dietro l’angolo

Previsioni meteo dicembre 2025: prima fase con correnti occidentali miti, anticiclone zoppicante ed imprevedibile, poi freddo e possibili nevicate.

Il vortice polare promette colpi di scena: maltempo e neve dietro l’angolo

Un inizio di dicembre meno turbolento, ma non del tutto stabile, sembra profilarsi per l’Italia. I modelli numerici indicano un intervallo caratterizzato da correnti occidentali miti e onde perturbate meno incisive rispetto alle ultime settimane. Questo non significa assenza di piogge: qualche passaggio perturbato continuerà a interessare la Penisola, seppur con intensità ridotta e maggiore variabilità regionale. Qui un momento di tranquillità visto dal modello GFS per i primi di dicembre, con l’anticiclone in grado di proteggere sufficientemente l’Italia dalle ondulazioni delle correnti atlantiche, che si manterrebbero, solo temporaneamente, un po’ alte di latitudine per produrre maltempo, anche se l’anticiclone appare piuttosto “acciaccato”:

L’anticiclone “tradizionale” non si vede

Ciò che appare scongiurato è il classico dominio incontrastato dell’alta pressione sul Mediterraneo, spesso protagonista in questo periodo dell’anno. Le simulazioni non mostrano più scenari di blocco anticiclonico duraturo, quei 15-20 giorni di tempo stabile e soleggiato che in passato hanno caratterizzato molte prime fasi invernali. La ragione è da ricercare nel vortice polare, quest’anno particolarmente disturbato e incapace di mantenere una circolazione regolare e compatta.

Il ruolo del vortice polare

Il vortice polare, ossia la grande struttura di bassa pressione che governa la circolazione atmosferica alle alte latitudini, potrebbe presentarsi a tratti frammentato e soggetto a continue ondulazioni. Questo favorisce discese fredde verso le medie latitudini e impedisce la formazione di lunghi periodi stabili.
In altre parole, la troposfera europea rimane “aperta” a incursioni instabili, con la possibilità di sorprese invernali anche improvvise, come quella che vediamo qui sotto, con l’anticiclone che monta verso Regno Unito e Scandinavia e l’aria fredda che si infila da nord-est nel cuore del Mediterraneo, portando freddo e neve a quote basse:

Dopo il 10 dicembre: scenari più invernali

La seconda parte della prima decade potrebbe infatti segnare la transizione verso un quadro più tipicamente invernale. I modelli lasciano intravedere bruschi cali termici e il ritorno delle nevicate a quote basse, magari dapprima al centro-sud, poi anche al nord, ma le dinamiche sono ancora molto fumose. Non si tratterebbe di episodi isolati, ma di una tendenza favorita dalla dinamica atmosferica globale, che quest’anno sembra voler premiare la variabilità e i contrasti piuttosto che la monotonia anticiclonica.

Considerazioni di contesto

  • Clima recente: novembre ha mostrato un’alternanza di fasi perturbate e brevi pause, segno di una circolazione dinamica.
  • Implicazioni pratiche: agricoltura e trasporti dovranno prepararsi a oscillazioni termiche e possibili nevicate anche a bassa quota.
  • Aspetto sociale: un dicembre più “vero” dal punto di vista invernale potrebbe riportare la neve nelle città e alimentare l’interesse turistico per la montagna, ma anche complicare la gestione della mobilità.

Sintesi

La prima decade di dicembre in Italia sarà probabilmente segnata da correnti occidentali miti e perturbazioni meno incisive, senza il dominio dell’anticiclone mediterraneo.
Dopo il 10 dicembre, il vortice polare disturbato potrebbe favorire sorprese invernali: cali termici bruschi e nevicate a quote basse.
In sostanza, un mese dinamico, lontano dalla monotonia anticiclonica, con un inverno pronto a farsi sentire già nella sua fase iniziale.