18:23 17 Novembre 2025

Possibile NEVE fino in pianura fra venerdi e sabato: le aree a rischio

Una colata gelida dal Nord Europa si tufferà nel Mediterraneo generando un vortice ciclonico esplosivo. Attesi venti di burrasca, nubifragi e un crollo delle temperature che porterà i primi fiocchi in collina e forse anche su alcune zone di pianura.

Possibile NEVE fino in pianura fra venerdi e sabato: le aree a rischio

Preparatevi a un drastico cambio di scenario: da giovedì l’inverno farà il suo ingresso trionfale. Un ciclone alimentato da aria artica porterà nubifragi al Centro-Sud e forse la prima neve in pianura al Nord tra venerdì e sabato. Un articolo appassionante e coinvolgente ma scientificamente accurato.

La danza dell’inverno

Immaginate un gigante di ghiaccio che, stanco di dormire sulle lande desolate della Scandinavia, decida improvvisamente di sgranchirsi le gambe e correre verso sud. Non stiamo raccontando una leggenda nordica, ma descrivendo la manovra atmosferica che i modelli matematici, elaborati da MeteoLive.it e dal nostro centro di calcolo di Meteo Italia S.r.l., stanno dipingendo per i prossimi giorni. L’aria gelida, di purissima estrazione artica, ha messo nel mirino il cuore dell’Europa e si prepara a tuffarsi nel Mediterraneo occidentale.

Il nostro mare, ancora tiepido e accogliente dopo una lunga stagione mite, non gradirà affatto questa intrusione. Dallo scontro tra la rigidità dell’aria polare e il tepore delle acque nostrane scaturirà una reazione violenta: la genesi di un profondo vortice di bassa pressione. Sebbene la meteorologia sia una scienza che danza costantemente tra certezze fisiche e il caos dell’imprevedibile, questa volta i calcolatori sembrerebbero aver trovato un accordo. La trottola ciclonica si formerà e porterà scompiglio, anche se la sua esatta posizione è ancora un dettaglio su cui i supercomputer stanno discutendo.

Le prime avvisaglie del cambiamento

Tutto avrà inizio nella giornata di giovedì 20 novembre, quando il tempo inizierà a guastarsi, come un ospite che cambia umore all’improvviso. Una prima perturbazione farà da apripista, portando piogge che bagneranno con insistenza il Centro Italia e la Campania, accompagnate forse da qualche brontolio di tuono. Anche al Nord il cielo si chiuderà, regalando precipitazioni sparse, specialmente tra Lombardia e Triveneto. Sarà proprio qui che sentiremo il primo morso del freddo: l’aria pungente permetterà ai fiocchi bianchi di scendere fino a quote interessanti, attorno ai 500-700 metri. Sarà il segnale inequivocabile che l’autunno sta facendo le valigie per lasciare spazio a scenari ben più rigidi.

Il vortice prende vita, piogge e nevicate dalle Alpi verso la pianura

La situazione è destinata a precipitare, nel vero senso della parola, durante venerdì 21 novembre. L’aria artica dilagherà con arroganza, scavando una depressione che potrebbe piazzarsi strategicamente tra la Sardegna e le regioni centrali. Questo vortice agirà come un motore instancabile, richiamando venti furiosi e maltempo diffuso. Da Nord a Sud, l’Italia si troverà sotto scacco. Rovesci intensi, talvolta violenti e a carattere di nubifragio, potranno colpire diverse zone, mettendo a dura prova il territorio. Ma mentre la pioggia batterà forte sulle coste e in pianura, in montagna la scenografia cambierà drasticamente. Sulle Alpi e sull’Appennino settentrionale la dama bianca farà la sua comparsa a quote sempre più basse, spinta verso il suolo dal calo termico e dall’intensità dei fenomeni, avvicinandosi rapidamente alla Pianura Padana. I mari, sferzati da una ventilazione a rotazione ciclonica, risponderanno gonfiandosi e divenendo agitati, se non addirittura grossi.

Un sabato dal sapore invernale

Arriviamo così al cuore dell’evento: sabato 22 novembre. Il ciclone, ormai maturo e profondo (la pressione potrebbe crollare sotto i 1000 hPa, un valore di tutto rispetto), terrà in ostaggio gran parte della Penisola. Al Centro-Sud i nubifragi potrebbero insistere con veemenza, ma è al Nord che si giocherà la partita più affascinante per i “nivofili”, gli amanti della neve.

Grazie a un incastro perfetto di correnti, la neve dalle montagne potrebbe spingersi fin quasi in pianura, regalando paesaggi fiabeschi. Le regioni indiziate per questa magia sono l’Emilia Romagna, la Lombardia orientale, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, dove i fiocchi potrebbero danzare fino ai 200-300 metri e FORSE raggiungere alcuni settori di pianura, principalmente sabato, nelle zone pedemontane dell’Emilia e fra Reggio Emilia e Bologna, seppur bagnata o mista pioggia.
Sull’Appennino centrale, invece, il limite delle nevicate si attesterà attorno alla collina. Precisiamo però che tali previsioni della neve sono ancora incerte, le aree coinvolte potrebbero essere diverse e sono necessari nuovi aggiornamenti, che vi daremo sempre su MeteoLive.it.
Attenzione però al vento: Eolo soffierà con rabbia, con raffiche di Bora che a Trieste e sui crinali potrebbero superare i 100 km/h, rendendo l’atmosfera tempestosa e il mare quasi indomabile.

La sorpresa della neve da rovesciamento

In questo contesto dinamico, è doveroso spiegare un meccanismo che potrebbe fare la differenza: la nevicata da rovesciamento. Immaginate che in quota l’aria sia gelida, mentre al suolo le temperature siano ancora positive. Quando le precipitazioni diventano molto intense, la pioggia o la neve trascinano violentemente verso il basso il freddo presente in alto. È come se il cielo, nel suo pianto dirotto, “rovesciasse” il gelo al suolo. Questo fenomeno permette alla neve di raggiungere quote inaspettate, imbiancando l’alta pianura o la bassa collina (come potrebbe accadere sul basso Piemonte o sull’Emilia) anche se il termometro inizialmente non lo consentirebbe. Sono nevicate spettacolari, caratterizzate da fiocchi enormi, pesanti e bagnati, creando meraviglia.

Domenica e l’incertezza del futuro

La giornata di domenica 23 novembre vedrà il vortice tentare una lenta fuga verso sud-est, come un attore che esce di scena a testa bassa. Tuttavia, l’instabilità non mollerà subito la presa: il Sud e parte del Centro potrebbero ancora vedere piogge residue e cieli imbronciati. Ma l’atmosfera resterà inquieta e una nuova perturbazione atlantica potrebbe già affacciarsi all’orizzonte, pronta a rovinare eventuali schiarite. Le temperature massime tenteranno una timida risalita e il vento, stanco di ululare, inizierà gradualmente a smorzarsi, lasciandoci però in eredità un paesaggio e un clima pienamente invernali.

Riepilogo dell’articolo

L’Italia sta per affrontare la prima vera ondata di freddo invernale a causa di una massiccia irruzione di aria artica. A partire da giovedì 20 novembre, le condizioni peggioreranno rapidamente, culminando tra venerdì 21 e sabato 22 con la formazione di un profondo ciclone. Questo porterà nubifragi diffusi al Centro-Sud e venti tempestosi oltre i 100 km/h. Al Nord, il crollo delle temperature favorirà nevicate a quote bassissime, fino a sfiorare o interessare temporaneamente la pianura in Emilia Romagna e Triveneto, accentuate dal fenomeno del rovesciamento dell’aria fredda. Domenica 23 si prevede una lenta attenuazione, ma il contesto rimarrà instabile.

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