Alluvione nel Goriziano, fiumi esondati e case travolte: dispersi
Piogge record hanno sommerso Romans d’Isonzo e Cormons: persone rifugiate sui tetti, evacuazioni di massa e danni ingenti. Vigili del fuoco e Protezione civile al lavoro senza sosta.

Contesto meteorologico
- In Friuli Venezia Giulia sono caduti oltre 300 mm di pioggia in poche ore, un evento estremo legato a temporali stazionari che hanno scaricato enormi quantità d’acqua senza spostarsi.
- Le aree più colpite sono quelle del Goriziano, in particolare i comuni di Romans d’Isonzo, Versa e Cormons.
Situazione sul territorio
- Esondazione del fiume Torre: ha sommerso l’abitato di Versa, costringendo decine di persone a rifugiarsi sui tetti delle abitazioni. I vigili del fuoco operano con gommoni ed elicotteri per trarre in salvo gli abitanti.
- Frana a Cormons (frazione Brazzano): una colata di fango ha travolto una casa. Una donna è stata estratta viva con una frattura, mentre due persone risultano disperse.
- Allagamenti diffusi: strade impraticabili, smottamenti e veicoli bloccati. Numerosi interventi di soccorso per automobilisti e famiglie isolate.
Danni e impatti
- Il celebre ristorante stellato “L’Argine a Vencò” della chef Antonia Klugmann è stato invaso da acqua e fango. Clienti e personale sono stati evacuati, ma la struttura ha subito gravi danni.
- Centinaia di residenti sono stati evacuati, con emergenza regionale dichiarata e richiesta di mobilitazione nazionale per supporto.
Soccorsi e istituzioni
- Vigili del fuoco, Protezione civile e sanitari sono impegnati senza sosta.
- Attivi centri di coordinamento e squadre fluviali provenienti anche da altre province (Trieste, Pordenone, Udine).
- Le autorità regionali sottolineano la priorità: salvare vite umane e assistere gli sfollati.
SINTESI
L’alluvione nel Goriziano rappresenta una delle emergenze meteo più gravi degli ultimi anni in Friuli Venezia Giulia. Tra piogge record, fiumi esondati e frane, la provincia è in ginocchio. Con dispersi, evacuazioni di massa e danni a strutture simboliche, la tragedia mette in luce la fragilità del territorio e la necessità di interventi strutturali di prevenzione. Un’alluvione simile non si riscontrava dal 16 novembre del 1992, anche se negli ultimi ci sono stati diversi episodi alluvionali, ma non di questa portata.
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