Grosso: “grandi emozioni in questa fase finale del gennaio”
L'analisi di Grosso.


La prima spinta del getto non impedirebbe al sud di risentire di un’altra avvezione fredda.
Nonostante i malanni di stagione mi abbiano impedito di essere attivo divoratore di carte ed indici come d’abitudine, i lettori mi hanno chiesto che tipo di evoluzione mi aspetti per i giorni a venire e non ho potuto fare a meno di esprimermi.
Stiamo per assistere ad una discreta irruzione di aria fredda, curata, direi più che altro cullata e accarezzata da oltre una settimana per scacciare via gli inquinanti e riportare un po’ di neve qua e là in Appennino. (Romagna, Marche, Abruzzo, Lazio interno, Umbria, Toscana interna ma è da vedere)
Il tutto coincide con una temporanea frenata del vortice polare, con una fase MJO, la 6-7, che dovrebbe impedire alla Nao di salire, nonostante qualche fiero proposito, e con la costante POSITIVITA’ della PNA, che favorisce la persistenza del blocco anticlonico tra Regno Unito ed Atlantico, inducendo le masse d’aria artiche a prendere almeno in parte la strada dell’Europa centrale e meridionale.
La spinta verso sud delle masse gelide artiche potrebbe essere ostacolata dal 26 in poi proprio quando avrebbero potuto produrre ulteriori ciclogenesi dai risvolti super nevosi per l’Italia.
Infatti per quel periodo è possibile un tentativo di parziale ricompattazione del vortice polare, e questo potrebbe nuovamente spingere il getto a scorrere veloce da ovest verso est, spingendo e soprattutto schiacciando verso di noi almeno in parte l’alta pressione.
Sarà però proprio in quel frangente che un blocco di aria molto fredda (-40°C a 5500m) tenterebbe comunque di raggiungere l’Europa mediterranea. Proprio la strozzatura imposta dall’alta pressione sgancerebbe un nucleo freddo in movimento retrogrado verso ovest con possibili ulteriori risvolti nevosi per gran parte del Paese, specie, come è assai probabile, si formasse un minimo depressionario al suolo.
L’ipotesi finale (25-30 gennaio) vista dagli inglesi: getto forte ma solo alle alte latitudini, da noi sbuffo gelido da est con ciclogenesi in area mediterranea e occasione per nevicate.

La stessa analisi (25-30 gennaio) è stata sposata ora anche dai modellisti americani: la ripartenza del VP ci lascerebbe in eredità un bel blocco gelido. Ma sarà vero?

Una tale massa gelida insomma, isolata nel Mediterraneo, finirebbe per rendere molto problematiche le previsioni. Il getto da ovest scorrerebbe infatti teso solo alle alte latitudini, senza interessarci.
Autore : Alessio Grosso
