Sacche fredde, neve e gelicidio: venerdì 7 gennaio nelle valli altoatesine è successo l’incredibile
Siamo stati testimoni di un evento davvero singolare, quantunque non così raro per la zona.


Gli effetti del gelicidio di venerdì 8 gennaio: l’escavatore è rimasto imprigionato sotto una spessa coltre di acqua ghiacciata.
Nei primi giorni di gennaio 2011 per la valle Aurina e la Pusteria in Alto Adige sembrava davvero arrivato il momento del grande freddo: notevoli per più giorni i -16°C di Cadipietra a soli 1000m, i -12 sparsi per la valle a quote comprese tra 800 e 1500m, con massime non superiori ai -6°C e il sole che a stento si faceva largo tra le montagne durante le ore del primo pomeriggio.


Tramonti favolosi facevano davvero la gioia dei turisti dopo tanti mesi passati sotto le nubi e le precipitazioni (questo è stato il clima italiano durante tutto l’autunno e per gran parte del dicembre).

L’Epifania vedeva il primo scorrimento di aria mite e leggermente più umida con cielo da velato a nuvoloso e temperature complessivamente ancora fredde, con minimi sui -12°C a 1200m e massime non superiori a -5°C.

In quota c’erano però già i segnali di un riscaldamento notevole: a 1600m Casere, in alta valle faceva registrare: -2°C
Cominciava l’inversione termica, ecco alcuni valori raccolti alle 20 di giovedì 6 gennaio:
Campo Tures, 864m: -5°C
Lutago 970m: -7°C
San Giacomo 1192m: -4°C
Predoi 1500m: -3°C
Casere: 1600: -3°C

L’aria umida arrivava intorno alle 23 e cominciavano deboli nevicate intermittenti. All’alba l’accumulo al colle di San Giacomo (Am Buhel) è di soli 1,5cm, a Lutago e Campo Tures di 3cm, a Predoi non è nemmeno misurabile e la temperatura continua a salire, soprattutto in quota:
Campo Tures, 864m: -3°C
Lutago 970m: -3°C
San Giacomo 1192m: -2°C
Predoi 1500m: -0°C
Casere: 1600: -0°C


Alle 8 di venerdì 7 gennaio l’aria umida invade ancora di più la vallata: ora nevica discretamente tra Campo Tures e Lutago, coinvolte meglio dall’efetto stau e soggette ad una perfetta omeotermia tra gli 800 ed i 1400m. Entro le 14 si accumulano 6cm a Lutago, 3 a San Giovanni, 3 a Cadipietra e solo 2 cm a San Giacomo, 1 a San Pietro, nulla a Casere a 1600m dove pioviggina con +2°C.

L’aria calda in quota che passava sull’Austria si era mangiata il cuscino freddo in alta valle, mentre più a sud l’omeotermia e un maggiore apporto umido da sud facevano cadere la neve a larghe falde. L’incantesimo anche per la bassa si spezza alle 15: la temperatura sale a tutte le quote: +2 a Rio Bianco a 1300m, sopra Lutago, +0°C tra Campo Tures e Lutago, è finita. La neve si mischia alla pioggia, ma il terreno è ancora una ghiacciaia (-3°C) e comincia uno dei gelicidi più drammatici degli ultimi anni.
Nella notte su sabato 8 le strade si trasformano in una pista di pattinaggio, gli spargi sale limitano i danni sulle principali, ma sulle secondarie accade di tutto: la pioggia si deposita sul ghiaccio e tutto diventa molto difficile: camminare e muoversi in auto, resistere per gli alberi appesantiti: cominciano gli schianti, si interrompe a tratti anche l’erogazione di corrente, si susseguono le cadute sull’asfalto impraticabile.
Andrà avanti così sino a tutta la giornata di domenica 9 gennaio. In sole 48 ore la temperatura ha subito un’incredibile impennata, difficile da accettare anche per chi vive in valle da una vita.
Autore : Alessio Grosso
