00:00 18 Febbraio 2010

Caldo e neve: il grande passo verso una nuova glaciazione? L’effetto di retroazione fredda potrebbe essere già cominciato, INNEVAMENTO RECORD

Potrebbero essere proprio condizioni più calde e un conseguente aumento delle precipitazioni nevose ad innescare l'effetto "positive feedback"

Caldo e neve: il grande passo verso una nuova glaciazione? L’effetto di retroazione fredda potrebbe essere già cominciato, INNEVAMENTO RECORD

La temperatura del Globo che aumenta, proprio come adesso, l’evaporazione dell’acqua degli oceani aumenta, proprio come adesso, si creano le condizioni per abbondanti precipitazioni nevose alle alte latitudine e sulle zone montuose in genere, proprio come adesso.

Queste estensioni di neve potrebbero riflettere i raggi solari, (potente effetto ALBEDO) che, non riscaldando più la superficie interessata, ne provocheranno un suo progressivo raffreddamento.
Tale raffreddamento potrebbe non avere conseguenze immediate alle latitudini equatoriali, dove il freddo non riesce ad intaccare il caldo degli Oceani, carichi di elevate quantità di vapore.

Nei prossimi 20-30 inverni sarà sempre la grande umidità a dare origine a nevicate abbondanti innescando, anno dopo anno, la fase iniziale della glaciazione.

Certo occorreranno centinaia di anni, alcuni dicono migliaia, perchè l’estensione dei territori ghiacciati possa raggiungere quella consistenza che gli permetterà di iniziare la conquista dei territori più a sud, raffreddando in modo graduale gli oceani e gelando le terre emerse del nord.

Si creeranno così situazioni ambientali nuove, la circolazione delle acque degli oceani sarà stravolta, in quanto il rimescolamento delle masse d’acqua (la calda verso il nord e la fredda verso il sud) sarà prima limitata, e poi impedita e anche le correnti d’aria e la normale circolazione dei venti diverrà inconsistente.

Le piogge e il livello del mare diminuiranno con conseguente calo dell’evaporazione.
La diminuzione del livello dei mari esporrà le superfici emerse all’erosione.

Si avrà l’immissione nell’oceano di sostanze nutritive e di altri minerali che aumenteranno la produttività di fitoplancton ricoperto di calcite.

Dal momento che la produzione di fitoplancton lavora come la fotosintesi e assorbe anidride carbonica, i mari aumenteranno quindi l’assorbimento di quest’ultima.
L’anidride carbonica si ridurrà in atmosfera anche per la quantità di anidride trattenuta dai ghiacciai.

A questo punto, lo sviluppo delle superfici ghiacciate avrebbe raggiunto tali posizioni verso sud da limitarne l’avanzata; ciò sia a causa della mancanza di ulteriore rifornimento di nuova neve, che non potrà cadere perché gli oceani si saranno raffreddati troppo e non vi saranno più le circolazioni d’aria atte a provocarla, sia perché i raggi solari avendo più facile accesso inizieranno nuovamente a scioglierne le ultime propaggini.

Ecco un esempio di “positive feedback”, una retroazione innescata dal caldo e da intense precipitazioni nevose, proprio come vorrebbe suggerirci la stagione in corso: il mese di gennaio 2010 è risultato molto caldo, soprattutto rispetto ai dati satellitari, ma l’estensione della copertura nevosa è risultata davvero notevole sulle piattaforme continentali dell’emisfero boreale.

E’ chiaro che se il vortice polare si sgretola, l’aria fredda scende ad ondate e massicciamente verso le basse latitudini, una situazione facilmente intuibile ed oltretutto non drammatica, se si pensa che i valori più alti sono stati registrati nelle aree groenlandesi e canadesi, dove il presunto “caldo” non riesce di certo a fondere il manto nevoso. Quindi, per la causa della glaciazione, un certo aumento termico in prossimità del Polo, compensato da grandi nevicate alle latitudini inferiori, gioca a favore.

Siamo a ben 52 milioni di Kmq di estensione, valori nettamente superiori a quelli dell’ultimo trentennio, che solo in poche occasioni hanno superato quota 50 milioni. (2008, 1985 e un paio di volte alla fine degli anni 70).

Vedremo se vi saranno effetti nella prossima stagione primaverile e se il trend barico sconvolgente degli ultimi 2 inverni continuerà anche nel futuro.

La forzante solare potrebbe giocare in tal senso, come già ricordato in molti articoli, un ruolo importantissimo.
Autore : Alessio Grosso