00:00 29 Ottobre 2009

Piogge, ecco come e quando ci si arriverà

Con l'esordio di novembre l'alta pressione si farà da parte e permetterà l'ingresso delle correnti atlantiche, a tratti umide e foriere di pioggia. L'arrivo delle piogge però potrà inciampare in qualche piccolo incidente di percorso.

Piogge, ecco come e quando ci si arriverà

Partiamo dai dati certi. L’anticiclone sparirà, letteralmente fagocitato da una affamata saccatura nord-atlantica direttamente collegata al vortice polare. L’operazione di pulizia posta in essere dalle correnti oceaniche partirà nel corso del fine settimana, proprio quando dalla direzione opposta, ossia dall’Europa continentale, un secondo impulso freddo ne indebolirà ulteriormente le sorti.

Le cartucce che l’autunno inizierà a sparare a seguito di questa manovra andranno a segno, ma risulteranno un po’ fuori sagoma, ossia troppo proiettate sui settori centrali e orientali del Continente.

Questo perchè la calata di tale saccatura coinciderà con una repentina accelerazione del vortice polare, così come si può ben ricavare dai valori dell’Oscillazione Artica, in salita verticale proprio agli inizi di novembre. In altre parole la corrente a getto, inizialmente ben disposta a pennellare i cieli mediterranei, risulterà alla fine troppo lanciata e rettilinea.

In questo caso l’Italia, trovandosi sul lato anticiclonico dell’asse di vento, risulterà sfavorita in termini di precipitazioni a oltranza e più proiettata verso il classico “mordi e fuggi”.

E cosi sarà ad iniziare da lunedì 2 novembre, allorquando un contributo orografico nei bassi strati, agevolerà la temporanea rotazione delle correnti dai quadranti meridionali, con attivazione di un corpo nuvoloso accompagnato da una veloce passata di rovesci. Questi ultimi seguiranno il percorso di tale minimo che dal golfo Ligure si porterà rapidamente fin sullo Jonio.

A seguire un secondo impulso instabile andrà ad impattare contro i versanti nord-alpini, per poi scivolare solo come una marginale cintura di vento lungo l’Adriatico.

L’atlantico però non mollerà. Tra mercoledì 4 e giovedì 5 preparerà difatti un terzo blocco depressionario, alimentato sia dai classici meccanismi baroclini, che dal contributo delle correnti occidentali le quali, da tergo, spingeranno il sacco verso il Mediterraneo centrale iniettandovi ulteriore energia cinetica.

Il vortice polare nel frattempo rallenterà la sua corsa, ma i flussi al suo contorno rimarranno ancora abbastanza tesi da non permettere un affondo massiccio di tale struttura sulle acque del Mare Nostrum.

La maggiore ondulazione del getto d’altro canto, riuscirà a compiere almeno un gomito, poco ad ovest dei cieli italiani, tanto che per la seconda parte della prossima settimana l’Italia si verrà a trovare stavolta sotto il suo asse ciclonico. Ne deriverà una maggiore propensione ai moti verticali e quindi all’intervento più concreto dei corpi nuvolosi che si assoceranno alla saccatura stessa, ponendo in essere condizioni maggiormente favorevoli all’arrivo di una nuova passata piovosa, probabilmente più incisiva della prima.

L’entita e soprattutto la collocazione esatta dei fenomeni però risultano ancora tutte da valutare. La situazione difatti sembra propensa allo sviluppo “a sorpresa” di qualche minimo orografico in posizione interessante, che potrebbe stravolgere all’ultimo momento l’impianto definitivo delle piogge che l’autunno ha in serbo per lo scadere della prima settimana di novembre.
Autore : Luca Angelini